L'esecuzione delle pene deve partire dalla realtà che ha a che fare con persone completamente diverse, che hanno in comune soltanto il conflitto con la società. L'esecuzione deve mirare a sciogliere questi nodi. In alcuni casi vi riesce, in altri no. Non possiamo dire in precedenza chi appartiene a quale gruppo. Non ci resta quindi nient'altro che dare a tutti una chance. Dobbiamo comunque convivere con il fatto che in alcuni casi il tentativo fallisce. L'immagine umana dell'esecuzione delle pene non può essere né ingenua né rassegnata. Deve mantenere una certa distanza per poter dare un giudizio oggettivo. Dovrebbe essere aperta a tutte le possibilità.
La normalizzazione della vita nel penitenziario può essere definita come un concetto centrale di politica di esecuzione delle pene generalmente riconosciuto. Per normalizzazione si intende la creazione di situazioni di vita nel penitenziario simili a quelle all'esterno del penitenziario, in particolare ponendo ai detenuti condizioni conformi alla realtà esterna. La quotidianità nel penitenziario deve diventare un campo di apprendimento per il comportamento sociale e creare così condizioni favorevoli al rilascio.
Obiettivo generale
L'art. 75 cpv. 1 del Codice penale svizzero esige che l'esecuzione delle pene avvenga in modo da esercitare sul condannato un’azione educativa e da preparare il suo ritorno alla vita libera. L’esecuzione deve anche favorire la riparazione del torto causato alle persone lese. In questo senso il penitenziario Sennhof è uno stabilimento che soddisfa molte aspettative: il detenuto si aspetta aiuto, i suoi famigliari comprensione, le persone lese la riparazione del danno e la società una diminuzione della criminalità.
Il compito principale del penitenziario Sennhof consiste nell'aiutare i detenuti a condurre una vita futura responsabile, osservando e rispettando i diritti e la dignità delle altre persone. Il regolamento interno serve da direttiva per disciplinare in modo umano la vita all'interno della comunità coatta. Gli obiettivi pattuiti con il detenuto nei piani d'esecuzione possono essere raggiunti soltanto se anch'esso è disposto a un'attiva collaborazione.