Il Governo lancia un ampio dibattito sulle strutture statali  

17.11.2010

Il Governo ha licenziato il rapporto sulla riforma dei comuni e sulla riforma territoriale, nel quale indica al Gran Consiglio le decisioni di principio necessarie per la futura strategia di riforma. Il rapporto si pone l'obiettivo di condurre una vasta discussione strategica. Secondo il Governo, una riforma completa delle strutture con il coinvolgimento di tutti i livelli dello Stato è necessaria e in parte anche urgente. Attualmente, con 180 comuni, 39 circoli, 11 distretti, 13 corporazioni regionali e oltre 400 forme di collaborazione intercomunale, il Cantone dei Grigioni è sovrastrutturato. Le strutture attuali vanno radicalmente semplificate, da un lato promuovendo in modo mirato le aggregazioni di comuni secondo il principio bottom-up e dall'altro con una riforma territoriale a livello intermedio avviata dall'alto (top-down). Il Gran Consiglio tratterà il progetto nella sessione di febbraio 2011. Le necessarie riforme delle strutture andranno in seguito discusse, decise e attuate in diverse tappe.

Premesse
Negli scorsi anni e decenni sono costantemente aumentati il numero e la complessità dei compiti che comuni e altri enti responsabili di compiti pubblici devono svolgere. Per contro, le rispettive strutture statali sono rimaste pressoché invariate da circa 160 anni. Inoltre, la grandezza e la capacità di chi svolge i compiti è estremamente eterogenea. Questa frammentazione costituisce un ostacolo per un adempimento dei compiti adeguato e prossimo al cittadino. Essa sottrae margini di manovra, vincola troppe risorse e in parte inibisce lo sviluppo. Quale conseguenza della politica cantonale seguita finora, orientata principalmente a comuni piccoli e molto piccoli, sono oggi ancora più di 100 i comuni che contano meno di 500 abitanti. Questi comuni non sono quasi più in grado di svolgere autonomamente i compiti comunali fondamentali. Al contempo, negli ultimi anni sono fortemente mutate anche le condizioni nel settore dell'adempimento di compiti regionali, non da ultimo anche a seguito delle riforme della giustizia. I compiti incombenti e gli sviluppi nei settori del diritto in materia di protezione dei minori e degli adulti, dello sviluppo economico regionale, delle esecuzioni e dei fallimenti, dello stato civile o della giustizia richiedono unità amministrative più grandi per poter affrontare i compiti in modo conforme al diritto, in una qualità sufficiente e con l'efficienza richiesta.

Obiettivi della riforma
Con le sue proposte, il Governo mira principalmente ai tre obiettivi seguenti:

  • smantellamento della sovrastrutturazione
  • rafforzamento dei comuni
  • sistemazione del livello intermedio con circoli, distretti e corporazioni regionali

Attuazione
Le necessarie riforme delle strutture vanno affrontate a due livelli: 

  • riforma dei comuni e
  • riforma territoriale

 
Si deve differenziare chiaramente tra questi due livelli. La riforma dei comuni riguarda i comuni e le loro forme di collaborazione. La riforma territoriale riguarda il livello intermedio in cui vi sono gli attuali circoli, distretti e corporazioni regionali. Per l'attuazione vanno applicate strategie completamente diverse. Per entrambi i progetti è prevista una procedura a tappe.

Riforma dei comuni
Le aggregazioni di comuni dovranno essere avviate anche in futuro sul posto ed essere decise secondo il principio bottom-up. Quale novità, in futuro dovranno essere possibili, a seguito dell'iniziativa locale, anche votazioni intercomunali e votazioni di circolo relative ad aggregazioni. Al contempo andranno anche ridotti gli attuali ostacoli alle aggregazioni, dovuti alla perequazione finanziaria o presenti nei settori del collegamento stradale e dei trasporti pubblici e andranno sensibilmente aumentati gli incentivi miranti a promuovere le aggregazioni comunali. L'obiettivo consiste nel ridurre il numero dei comuni a meno di 100 entro il 2020 e, a lungo termine, a meno di 50. Quale prima misura in tal senso, il Governo sottopone al Gran Consiglio una revisione parziale della legge sul conguaglio finanziario intercomunale e della legge stradale. Ciò permetterebbe di eliminare immediatamente alcuni ostacoli alle aggregazioni.

Le aggregazioni comunali andranno sostenute finanziariamente anche in futuro, ma solo nella misura in cui non impediscano la futura creazione di strutture sensate. Per questo motivo il Governo ha stabilito delle aree di promozione, alle quali anche il Cantone dovrà orientarsi nell'adempimento dei compiti che si assume a livello regionale. Inoltre, l'insieme di strumenti a disposizione per promuovere le aggregazioni viene adeguato in modo tale da favorire soprattutto le aggregazioni più vaste. Nell'insieme, il volume di mezzi finanziari a disposizione per la promozione dovrà basarsi sulla prassi attuale. I mezzi necessari saranno garantiti dal fondo di perequazione finanziaria.

Il Cantone accelera e agevola l'aggregazione e lo scioglimento delle forme attuali di collaborazione intercomunale e, contrariamente a quanto fa attualmente, rinuncia alla loro promozione esplicita. L'attuazione richiede diverse modifiche costituzionali.

Riforma territoriale
Attraverso una riforma territoriale da ancorare nella Costituzione secondo un approccio top-down, il Cantone dovrà essere articolato nei tre livelli statali Cantone, regione e comune. Il livello intermedio andrà suddiviso in cinque – otto regioni predefinite, che dovrebbero essere create entro il 2013 con una modifica costituzionale. Le regioni dovranno riunire i distretti e le corporazioni regionali attuali. Quale unico ente giuridico costituzionale futuro tra Cantone e Comuni, le regioni dovranno anche assumersi la giurisdizione civile e penale. Un'attribuzione di compiti alle regioni avverrà unicamente dopo l'attuazione della revisione costituzionale necessaria per la loro creazione. Le regioni dovranno servire ai comuni per adempiere ai compiti sovracomunali ed essere strutturate secondo le regole della collaborazione intercomunale. Esse non dovranno disporre di competenze in materia fiscale e legislativa. Inoltre, anche il Cantone potrà assegnare alle regioni dei compiti amministrativi regionali. Ai circoli non dovranno più spettare compiti cantonali; essi continueranno però per il momento a esistere quali enti responsabili di compiti comunali o intercomunali. La discussione relativa ai circondari elettorali verrà coordinata con la decisione relativa alle strutture regionali e affrontata secondo il principio "prima la riforma territoriale, poi la riforma elettorale".


Persona di riferimento:
Consigliere di Stato Dr. Martin Schmid, Direttore del Dipartimento delle finanze e dei comuni, tel. 081 257 32 01


Organo: Governo
Fonte: it Cancelleria dello Stato dei Grigioni