Navigazione principale

Contenuto della pagina

Perizia dice no all'obbligo di messa a concorso delle concessioni per lo sfruttamento delle acque

Una perizia giuridica commissionata dal Cantone dei Grigioni giunge alla conclusione che non esiste alcun obbligo di messa a concorso per il rilascio o il rinnovo di concessioni per lo sfruttamento delle acque. La Conferenza dei governi dei Cantoni alpini (CGCA) condivide integralmente le considerazioni e le conclusioni della perizia. Viene così presentato un parere diametralmente opposto ai risultati di una perizia pubblicata di recente dalla Commissione federale della concorrenza (COMCO).

Il 1° luglio 2006 la Confederazione ha posto in vigore la revisione della legge federale sul mercato interno (LMI), che prevedeva anche un completamento dell'art. 2 LMI con un nuovo cpv. 7. Stando a questa disposizione, il trasferimento a privati di attività rientranti in monopoli cantonali o comunali si svolge su concorso e non deve discriminare le persone con domicilio o sede in Svizzera.

In una perizia pubblicata di recente, la COMCO ha affrontato la questione se il rinnovo di contratti di concessione per lo sfruttamento di aree d'uso comune, nonché per l'approvvigionamento di energia elettrica sia soggetto all'obbligo di messa a concorso previsto dall'art. 2 cpv. 7 LMI. La COMCO ha risposto in modo affermativo a questa domanda argomentando in sostanza che non solo il trasferimento a privati dell'uso di monopoli di diritto, ma anche il trasferimento dell'uso di monopoli di fatto è soggetto alle regole dell'art. 2 cpv. 7 LMI.

La perizia della COMCO è stata pubblicata con un comunicato stampa nell'aprile 2010. Sebbene si sia occupata esclusivamente del rilascio delle concessioni per le installazioni di distribuzione elettrica, nel comunicato stampa la COMCO ha spiegato, senza fornire una motivazione più dettagliata e senza che la questione fosse stata oggetto degli accertamenti, che in questo modo sarebbe soggetto all'obbligo di messa a concorso anche il rilascio o il rinnovo di concessioni a favore di privati ad esempio per l'uso della forza idrica.

Nuova perizia smentisce le affermazioni della COMCO

Le affermazioni della COMCO hanno sorpreso la CGCA e il Governo grigionese, che non hanno voluto accettare l'esito della perizia. Per questa ragione hanno commissionato una perizia giuridica per valutare la questione dell'obbligo di messa a concorso delle concessioni di diritti d'acqua. Alla fine di giugno 2010 è stato possibile presentare la perizia, la quale giunge alla chiara conclusione che l'art. 2 cpv. 7 LMI non si applica al rilascio o al rinnovo di concessioni di diritti d'acqua. Stando alla perizia, il diritto federale applicabile per simili concessioni (LUFI), contiene un'esplicita riserva a favore dei Cantoni per quanto riguarda la procedura di concessione e disciplina la procedura per il rilascio e il rinnovo di concessioni di diritti d'acqua in modo autonomo, ai sensi di una legge speciale. In qualità di legge speciale, la LUFI ha dunque la precedenza rispetto alla legge federale sul mercato interno quale legge quadro. La LUFI non prevede però un obbligo di messa a concorso né per il rilascio, né per il rinnovo di concessioni di diritti d'acqua.

Anche motivi pratici contrari all'obbligo di messa a concorso

Oltre alle riflessioni di carattere giuridico, secondo la perizia vi sono anche riflessioni di carattere pratico che inducono a rinunciare a un obbligo di messa a concorso. Proprio nel caso di progetti più grandi relativi alla forza idrica, una messa a concorso si rivela impraticabile e semplicemente impensabile. Un investitore non metterà infatti mai mano a una pianificazione di progetto se deve attendersi che il suo progetto costituirà in seguito la base per una gara tra concorrenti. Allo stesso modo, un obbligo imperativo di messa a concorso nel caso del rinnovo di una concessione farebbe sì che nessun gestore di una centrale elettrica provvederebbe a eseguire lavori di rinnovo o di ammodernamento degni di nota prima della scadenza della concessione esistente o prima del rilascio di una nuova concessione. Il rischio di perdere l'intera centrale e dunque anche una parte degli investimenti nel quadro di un concorso sarebbe troppo elevato.

Si attende chiarezza dalla Confederazione

La CGCA e il Governo grigionese condividono l'opinione del perito, secondo cui l'introduzione di un obbligo imperativo di messa a concorso frenerebbe in modo marcato le attività di investitori privati nel settore dello sfruttamento idrico. Dopo che anche a livello politico la discussione è stata alimentata con una mozione del Consigliere agli Stati Pankraz Freitag, ci si attende che anche il legislatore federale faccia chiarezza in modo adeguato sulla questione dell'obbligo di messa a concorso in caso di concessioni di diritti d'acqua.

mozione del Consigliere agli Stati Pankraz