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Sessione: 12.02.2008
Per un'assistenza sociale professionale e finalizzata, oltre ad assistenti sociali con una buona formazione, esperti e motivati, sono decisivi il numero e la complessità dei casi di cui uno specialista deve occuparsi. Negli ultimi anni si è tendenzialmente assistito a un aumento dei requisiti e delle esigenze posti all'assistenza sociale. Inoltre, i casi sono sensibilmente aumentati anche nei Grigioni.
In diversi Cantoni si discute attualmente in modo intenso dell'efficienza ma anche del possibile abuso nel settore dell'assistenza sociale. La Città di Berna intende ad esempio potenziare i controlli interni all'ufficio e aumentare a questo scopo il personale. Il numero di casi (dossier) non deve superare gli 80 per ogni assistente sociale. Altrimenti non sarebbero possibili controlli e accertamenti più approfonditi. Nella Città di Zurigo ogni assistente sociale deve occuparsi di circa 150 casi, vale a dire quasi il doppio rispetto a Berna. Gli ispettori sociali impiegati di recente a Zurigo hanno potuto confermare un abuso dell'assistenza sociale in 21 casi su 100 casi sospetti, su un numero di 8450 casi di assistenza sociale. Si stima che nella Città di Zurigo la percentuale di abusi ammonti a circa il 4-5%.

In questo contesto le firmatarie e i firmatari vorrebbero porre le seguenti domande al Governo:

1. Di quanti utenti si deve occupare nel Cantone dei Grigioni un assistente sociale dei servizi sociali regionali? Qual è stata l'evoluzione del numero di utenti assistiti negli ultimi vent'anni?

2. Attualmente il numero di assistenti sociali è sufficientemente alto per assistere i beneficiari di assistenza sociale anche in modo creativo e per accompagnarli verso la reintegrazione e l'indipendenza, eventualmente insieme ad altri servizi coinvolti (possibili datori di lavoro, URC, AI, case-manager, medici, ecc.)?

3. Il Governo è pronto a esaminare se si potrebbe eventualmente giungere a soluzioni più efficienti, e magari a lungo termine addirittura più economiche, ricorrendo in misura maggiore a personale specializzato?

4. Negli ultimi anni, presso i servizi sociali regionali, qual è stata la fluttuazione del personale e quante assenze prolungate dovute a malattia vi sono state?

5. A quanto stima il Governo la percentuale di abusi nel Cantone dei Grigioni?

6. Il Governo esamina la possibilità di assumere anche nei Grigioni degli ispettori sociali, ev. in collaborazione con i comuni? Se sì, entro quando intende farlo? Se no, quali sono i suoi dubbi?

Coira, 11 febbraio 2008

Name: Trepp, Jäger, Baselgia-Brunner, Arquint, Bucher-Brini, Frigg-Walt, Gartmann-Albin, Jaag, Menge, Pfenninger, Pfiffner-Bearth, Thöny, Locher Benguerel, Monigatti

Session: 12.02.2008
Vorstoss: it Anfrage



Risposta del Governo

È vero che rispetto alla fine degli anni Novanta sono cresciuti i requisiti e le esigenze posti alla consulenza sociale. Da tempo il Cantone adempie a questo incarico con specialisti in assistenza sociale, dei quali la maggior parte dispone di una vasta esperienza professionale. L'efficienza della struttura dell'offerta di assistenza sociale è stata e viene regolarmente esaminata. La ripartizione dei compiti esistente nel sistema grigionese di assistenza sociale tra i servizi sociali del Cantone quale autorità di accertamento e richiedente e i comuni quale autorità decidente garantisce un elevato grado di controllo. Inoltre, considerate le condizioni presenti nei Grigioni, il controllo sociale esercita un effetto maggiore rispetto all'anonimato delle grandi città. Un'intensificazione del controllo degli abusi nell'assistenza sociale è in primo luogo nell'interesse e nella responsabilità dei comuni, che sono competenti per la determinazione dei sussidi di assistenza e che devono farsi carico della maggior parte delle spese.

Nel corso della NPC grigionese si prevede di trasferire interamente ai comuni il settore dell'assistenza e della consulenza sociale. Anche per questa ragione, il controllo degli abusi è perciò un compito che spetta ai comuni.

Risposta alle domande
1. Negli ultimi anni l'evoluzione del numero di casi assistiti per ogni impiego a tempo pieno nei servizi sociali regionali (senza Ufficio di consulenza per l'aiuto alle vittime/Servizio per la protezione dell'infanzia) è stata la seguente: 2003: 96; 2004: 97; 2005: 96; 2006: 94; 2007: 93.

2. Nonostante il numero di casi in leggero calo nel 2006 e nel 2007, i servizi sociali regionali rimangono confrontati a un onere di lavoro notevole. Con un numero di casi costantemente inferiore ai cento per unità d'impiego a tempo pieno, il livello è tuttavia sostenibile. A titolo di paragone, il team del quartiere Hard della Città di Zurigo si occupa di 150 dossier per ogni impiego a tempo pieno, rapporto giudicato troppo elevato dalla CdG della Città di Zurigo. Il successo dell'integrazione dei beneficiari di aiuto sociale non dipende del resto soltanto dall'intervento dei servizi sociali, bensì anche dalle opportunità che il mercato del lavoro e tutto l'ambiente offrono ai beneficiari.
La collaborazione dei servizi sociali con gli altri partner della collaborazione interistituzionale è stata intensificata nel 2007. Le esperienze sono positive.

3. No. Un tale esame è legato a ipotesi onerose, a lungo termine e probabilmente anche speculative. L'onere e l'efficacia degli interventi di consulenza dei servizi sociali vengono però costantemente esaminati con gli strumenti attuali.

4. Presso i servizi sociali regionali, la somma delle assenze negli anni dal 2005 al 2007 equivale a circa un posto annuale a tempo pieno, su un totale di 43 posti annuali a tempo pieno. Le assenze prolungate sono risultate principalmente in seguito a congedi maternità, in due casi quale conseguenza di lavoro eccessivo. Negli scorsi tre anni il tasso di fluttuazione presso il Servizio sociale (posti in organico) è stato del 7,87% (termine di paragone per tutta l'Amministrazione: 5,95%).

5. Nel 2007 i servizi sociali regionali hanno registrato 10 notifiche di abuso. Il Governo parte dal presupposto che, grazie alla divisione dei compiti descritta tra i servizi sociali e i comuni, la percentuale di abusi sia nettamente inferiore rispetto ai Cantoni urbani.

6. Il controlling sugli abusi è un compito che spetta ai comuni. A seconda delle dimensioni e del tipo di comune, questo controllo è differente. Nelle strutture piccole funziona senza ulteriori controlli anche nell'ambito dell'evasione amministrativa ordinaria dei casi. Nei comuni più grandi è sensato ricorrere a verifiche e campioni mirati.

Datum: 11 aprile 2008