Navigation

Inhaltsbereich

Sessione: 10.12.2008
Il 19 maggio 2005, il Dipartimento dell'educazione e della cultura ha emanato le Direttive sull'organizzazione, i modelli e la permeabilità della scuola popolare di grado superiore, sulla base dell'ordinanza per la gestione e l'organizzazione del grado superiore della scuola popolare del 27 ottobre 1998 e dell'art. 8 cpv. 1 dell'ordinanza sulla procedura di passaggio alla scuola popolare di grado superiore del 17 giugno 1996.

In queste direttive è stabilito che quali materie a livelli sono ammesse la prima lingua, una o due lingue straniere, nonché la matematica. La prima lingua quale materia a livelli costituisce però una condizione indispensabile per l'ottenimento della piena permeabilità nel senso di un ciclo superiore della scuola popolare cooperativo e permeabile (4.3 c) cpv. 2).

In pratica è ora risultato che l'offerta della prima lingua quale materia a livelli costituisce un problema. Proprio in questa materia vengono trattati temi che dovrebbero di preferenza venire discussi con l'intera classe (scelta della professione, temi che favoriscono l'integrazione sociale). Inoltre, la prima lingua risulta anche idonea per un'organizzazione individualizzata e differenziata dell'insegnamento, ciò che permette di fornire un ottimo sostegno (scrivere, leggere, ecc.) anche ai gruppi eterogenei della classe d'origine.

Per contro, l'insegnamento a livelli è molto sensato nelle lingue straniere. Proprio nelle grandi scuole, esso pone però importanti problemi organizzativi per entrambe le lingue straniere, se non si vogliono provocare ulteriori perdite di qualità nell'assistenza alle classi e una crescente anonimizzazione.

Le firmatarie e i firmatari chiedono perciò al Governo se sia disposto ad adeguare le Direttive sull'organizzazione, i modelli e la permeabilità della scuola popolare di grado superiore in modo tale che per ottenere la piena permeabilità nel senso del modello C sia possibile anche una combinazione matematica/geometria e due lingue straniere.

Coira, 10 dicembre 2008

Jäger, Butzerin, Niederer, Arquint, Brüesch, Bucher-Brini, Buchli, Casutt, Caviezel (Pitasch), Darms-Landolt, Dermont, Feltscher, Frigg-Walt, Gartmann-Albin, Jaag, Jeker, Jenny, Kleis-Kümin, Koch, Mani-Heldstab, Menge, Mengotti, Meyer Persili (Coira), Noi-Togni, Parolini, Peyer, Pfenninger, Pfiffner-Bearth, Rizzi, Thomann, Thöny, Trepp, Troncana-Sauer, Brasser, Cattaneo, Clalüna, Furrer-Cabalzar, Locher Benguerel, Märchy-Caduff (Domat/Ems), Michel (Coira), Patt

Session: 10.12.2008
Vorstoss: it Anfrage

Risposta del Governo

Il presente intervento parlamentare si occupa della questione se il margine di manovra di cui dispongono i singoli enti scolastici nella strutturazione della permeabilità tra scuola di avviamento pratico e scuola secondaria possa essere ampliato con un ulteriore elemento. Conformemente all'art. 13 cpv. 8 dell'ordinanza sul passaggio del 17.06.1996 e all'art. 4 dell'ordinanza per la gestione e l'organizzazione del grado superiore della scuola popolare del 27.10.1998, la risposta a tale domanda è di spettanza del Dipartimento competente.

Secondo il Dipartimento dell'educazione, cultura e protezione dell'ambiente (DECA), l'attuale concetto di ciclo superiore si è sostanzialmente dimostrato valido. Esso permette al singolo ente scolastico di strutturare autonomamente, entro limiti predefiniti, il proprio ciclo superiore della scuola popolare in modo tale che questo corrisponda alle sue esigenze specifiche. Come atteso, da alcuni anni a questa parte sono sempre più numerosi i cicli superiori della scuola popolare gestiti secondo il "modello C". Soprattutto le scuole di ciclo superiore più grandi, nelle cosiddette "materie a livelli" attribuiscono i loro allievi non a due, come previsto di norma, bensì tra tre livelli.

La possibilità dei singoli allievi di cambiare tipo di scuola all'interno del ciclo superiore è associata alle loro prestazioni in determinate materie a livelli, stabilite come segue dal DECA nelle rispettive direttive: "prima lingua", "una lingua straniera stabilita dall'ente scolastico (materia obbligatoria)" e "matematica (aritmetica, algebra, geometria)". In base alle prestazioni in queste materie e alla valutazione globale, si decide chi fa parte della scuola di avviamento pratico e chi della scuola secondaria, ricevendo quindi la rispettiva pagella. La gestione di gruppi di livello omogeneo nelle materie a livelli stabilite, nonché la maggiore permeabilità tra livelli e tipi di scuola nel quadro del modello C hanno dato ottimi risultati.

La presente interpellanza parlamentare non intende eliminare la "prima lingua" dall'elenco delle materie a livelli, vuole bensì ampliare l'attuale concetto di ciclo superiore aggiungendo un'altra possibilità di scelta. Ogni ente scolastico deve poter decidere autonomamente se mantenere la "prima lingua" come materia a livelli oppure se sostituirla con una seconda lingua straniera. Di questa apertura potrebbero di principio fare uso tutte le scuole. Ciò avrebbe tuttavia come conseguenza che l'appartenenza al tipo di scuola non sarebbe più data sulla base di prescrizioni unitarie, cosa che a sua volta condurrebbe a nuovi problemi in caso di cambiamenti di domicilio interni al Cantone, nonché a ulteriori difficoltà nel passaggio alle scuole superiori.

Già in passato si è proceduto ad adeguamenti nella combinazione delle materie a livelli determinanti per un cambiamento di tipo di scuola. Questi adeguamenti sono stati effettuati soprattutto a favore dei cicli superiori situati nei pressi di un confine linguistico. La soluzione odierna funziona. Essa permette di mantenere in fragile equilibrio le esigenze di tutti gli interessati. In caso di ulteriore allentamento dei limiti fissati dal Cantone ai sensi di quanto chiesto dall'interpellanza parlamentare, si corre il rischio che, soprattutto le scuole che propongono tre livelli nelle materie in questione, si vedano sempre più confrontate con i loro limiti organizzativi e che diventi ancora più difficoltoso comparare tra loro i cicli superiori a livelli del Cantone. Ulteriori domande sorgono in relazione alle scuole superiori e ai costi.

Data: 13 marzo 2009