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Sessione: 11.02.2009
Nel settembre 2006, l'istituto di ricerca gfs.bern ha condotto un'indagine rappresentativa, nella quale veniva tra l'altro posta la seguente domanda: «Secondo Lei, oggi la qualità dell'aria è migliorata o peggiorata rispetto a 15 anni fa? Mi dica per favore se secondo Lei la qualità dell'aria è molto migliorata, tendenzialmente migliorata, tendenzialmente peggiorata o molto peggiorata rispetto a 15 anni fa.»
Il risultato è stato il seguente:

Molto migliorata:                        2%
Tendenzialmente migliorata:        16%
Tendenzialmente peggiorata:       49%
Molto peggiorata:                      21%
Nessuna risposta:                      12%

L'evoluzione della qualità dell'aria può essere valutata sulla base della serie di misurazioni effettuate da Confederazione (NABEL) e Cantoni per i più svariati inquinanti atmosferici. Fatta eccezione per l'ozono, le serie di misurazioni relative a tutti gli altri inquinanti atmosferici mostrano valori in netto calo. Nel frattempo, per quanto riguarda l'ozono si sa che dipende fortemente dal carico di base europeo, che viene dominato dalla meteorologia e che, diversamente dagli altri inquinanti atmosferici, anche una chiara riduzione delle emissioni di gas di scarico in Svizzera può difficilmente influenzarne il livello.

In merito all'evoluzione dell'inquinamento atmosferico, il 15 marzo 2007 il Dr. Bruno Oberle, direttore dell'UFAM, si è espresso come segue: «.... dalla metà degli anni 80, la Confederazione, i Cantoni e i Comuni hanno attuato tutta una serie di misure che hanno contribuito a ridurre in modo sensibile le emissioni inquinanti e l'inquinamento atmosferico.»

Di conseguenza, nell'indagine solo il 2% degli interrogati ha dato la risposta corretta, il 16% ha individuato la tendenza corretta e il 70% ha risposto in maniera totalmente sbagliata. La maggioranza della popolazione dispone quindi di informazioni errate in merito allo stato della nostra aria.

Conformemente all'articolo 6 della legge federale sulla protezione dell'ambiente, l'informazione oggettiva sulla protezione dell'ambiente e lo stato del carico inquinante sono compito delle autorità. Se la maggioranza della popolazione dispone di informazioni errate, ciò è quindi anche dovuto a un'informazione non oggettiva da parte delle autorità.

Chiedo pertanto al Governo di rispondere alle seguenti domande:

1. Il Consiglio di Stato condivide il giudizio del direttore dell'UFAM, secondo cui la qualità dell'aria è notevolmente migliorata negli ultimi decenni?

2. Come intende il Consiglio di Stato modificare la propria politica d'informazione, affinché in futuro la popolazione venga correttamente informata e non sia più convinta del contrario della realtà?

3. Il Consiglio di Stato è pronto a spiegare alla popolazione la differenza tra valore limite e valore d'allarme?

Coira, 11 febbraio 2009

Plozza, Claus, Righetti, Augustin, Berther (Disentis), Bondolfi, Bundi, Cahannes Renggli, Candinas, Cavigelli, Donatsch, Fasani, Federspiel, Gartmann-Albin, Geisseler, Giovanoli, Hartmann (Champfèr), Keller, Marti, Parpan, Pedrini, Quinter, Tenchio, Tuor

Risposta del Governo

In Svizzera e anche nei Grigioni, oggi l'aria è effettivamente più pulita rispetto a un tempo. Questo fatto può essere illustrato sulla base di serie di misurazioni pluriennali pubblicate (www.umwelt-gr.ch, www.ostluft.ch). I livelli di monossido di carbonio (CO) e di biossido di zolfo (SO2) oggi non preoccupano più. Rimane però troppo elevato l'inquinamento da biossido d'azoto (NO2), polveri fini (PM10) e ozono (O3). Dal 2000 si è osservato ai bordi delle strade addirittura un aumento dell'inquinamento da NO2, riconducibile probabilmente all'aumento degli autoveicoli con motore diesel.

Nella calda estate del 2003 l'ozono e quindi lo smog estivo hanno catalizzato l'attenzione dei media, nell'inverno 2006 sono stati le polveri fini e lo smog invernale. Tuttavia, i valori osservati in questi due anni non sono più stati raggiunti. A partire dal 2006 si è ampiamente discusso soprattutto dei componenti delle polveri fini (fuliggine emessa da motori diesel, particelle emesse da riscaldamenti a legna) e delle loro fonti. I valori estremi di inquinamento da polveri fini registrati nel 2006 si sono manifestati mentre veniva svolta l'indagine dell'istituto di ricerca gfs.bern sulla qualità dell'aria, citata nell'interpellanza. Si deve perciò supporre che il momento in cui si è svolta l'indagine possa aver notevolmente influenzato il risultato. Di conseguenza, l'indagine non riflette la percezione dell'effettiva qualità dell'aria, bensì quella data dalla discussione e dai servizi d'attualità relativi alla problematica delle polveri fini nell'inverno 2006.

Nonostante i numerosi progressi tecnici, il problema dell'inquinamento dell'aria causato dalle polveri fini e dall'ozono non è ancora risolto. L'UNA effettua perciò un monitoraggio dei progressi fatti nell'attuale lotta contro l'inquinamento e nel piano di provvedimenti aria illustra i futuri campi d'azione. Con DG n. 627 del 15 maggio 2007, il Governo ha deciso l'adozione di numerosi provvedimenti. In caso di elevata presenza di polveri fini e ozono nell'aria sono inoltre previsti provvedimenti immediati temporanei ancorati nei concetti d'intervento intercantonali della DCPA. I concetti prevedono due livelli:
• soglia d'informazione con maggiore attività d'informazione;
• soglia d'intervento con provvedimenti temporanei disposti dalle autorità.

Queste due soglie si basano sui valori limite d'immissione (VLI) per ozono e polveri fini ancorati nell'ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (OIAt). La soglia d'informazione viene raggiunta quando il VLI viene superato del fattore 1,5; la soglia d'intervento viene raggiunta quando il VLI è superato del fattore 2.

Nella legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb) il VLI viene definito quale soglia a partire dalla quale gli effetti cagionati all'ambiente siano molesti o addirittura dannosi (art. 13). La LPAmb prevede inoltre valori d'allarme (VA) e valori di pianificazione (VP) per quanto riguarda il rumore (art. 19 e art. 23). I VA servono per valutare l'urgenza di risanamenti e si collocano al di sopra del VLI; i VP sono uno strumento di prevenzione e si collocano al di sotto del VLI. Nel loro insieme, VP, VLI e VA vengono definiti valori limite d'esposizione.

Nella valutazione dell'inquinamento atmosferico la legge federale non prevede tre livelli come nella valutazione del rumore. Nella OIAt si trovano perciò solo VLI. Il concetto d'intervento della DCPA descritto sopra si avvicina tuttavia molto ai citati tre livelli, proprio perché la soglia d'intervento può venire interpretata come valore d'allarme, al raggiungimento del quale è data l'urgenza di provvedimenti temporanei.

Risposte alle domande:

1. Il Governo condivide il giudizio del direttore dell'UFAM, secondo cui la qualità dell'aria è migliorata negli ultimi decenni. Ciononostante, per quanto riguarda l'ozono (O3), le polveri fini (PM10) e il biossido d'azoto (NO2) permane la necessità di agire. Queste sostanze nocive vanno perciò tenute sotto sorveglianza anche in futuro e i provvedimenti per ridurne la concentrazione vanno attuati con coerenza. Va tenuto sotto controllo soprattutto l'inquinamento da NO2, siccome si è assistito a un cambio di tendenza.

2. Nelle sue pubblicazioni informative, in futuro l'UNA indicherà, come ha fatto finora, le tendenze a lungo termine nell'evoluzione della qualità dell'aria e, in caso di condizioni meteorologiche estreme associate a una maggiore presenza di sostanze nocive, richiamerà maggiormente l'attenzione sul carattere eccezionale di tali eventi. Nell'ambito dell'attività mediatica, l'UNA collabora da vicino con i Cantoni "Ostluft", coinvolgendo specialisti in mass media.

3. Il Gran Consiglio e la popolazione sono invitati a consultare la homepage dell'UNA, sulla quale vengono spiegati il significato di valore limite d'esposizione al rumore e valore d'allarme (www.umwelt-gr.ch - rumore).

8 maggio 2009