Navigation

Inhaltsbereich

Sessione: 29.08.2014
Guerre, conflitti e assenza di prospettive a livello mondiale, e in particolare nelle immediate vicinanze dei confini dell'area Schengen, mettono moltissime persone in fuga. Secondo l'UNHCR sono oltre 50 milioni, valore mai raggiunto dopo la seconda guerra mondiale. Profughi dalla Siria, dall'Iraq o da Stati africani cercano di mettersi in salvo in Europa, anche affrontando pericolosissime traversate del Mediterraneo. Considerando le campagne militari dell'IS, che disprezza il genere umano, il numero di persone in cerca di protezione provenienti dalla regione mesopotamica aumenterà ancora. La Marina italiana salva i rifugiati, non li lascia semplicemente annegare. Dall'inizio dell'anno sono così oltre 100'000 quelli che hanno raggiunto il Paese a noi confinante.

Con questo numero di persone, il settore dell'asilo italiano e quindi il rigido sistema di Dublino raggiungono i propri limiti. Nel frattempo, sempre più persone bisognose di protezione giungono in Svizzera e la Confederazione ne assegna il 2,7 per cento al Cantone dei Grigioni per il collocamento e l'assistenza. Questo compito importante ci mette in difficoltà.

In un comunicato stampa del 19 giugno, il Governo ha annunciato di voler mantenere la prassi dell'alloggio collettivo in centri cantonali. Essa si sarebbe dimostrata valida. Tuttavia, nei centri cantonali regna ora un'importante carenza di posti. Il discosto centro di partenza Flüeli viene temporaneamente trasformato in un centro di transito e gli ospiti attuali di sesso maschile vengono trasferiti nel centro di assistenza minima Waldau, spesso oggetto di critiche. Tramite annunci, il Cantone cerca urgentemente immobili che si prestino alla funzione di alloggi collettivi nel settore dell'asilo. Per contro, rinuncia ad alloggi individuali, ad esempio per famiglie.

In merito a questa situazione, le firmatarie e i firmatari dell'interpellanza desiderano sapere quanto segue dal Governo:

1. Quanto durerà lo sfruttamento temporaneo del centro di assistenza minima Waldau quale centro di partenza e dell'immobile a Valzeina come centro di transito?

2. Come vengono adeguati i regolamenti interni di questi centri?

3. Quale misura immediata, il Cantone prevede di offrire alloggi a richiedenti l'asilo in strutture della protezione civile e in impianti militari della protezione aerea. Per quanto tempo può essere preteso che i singoli richiedenti l'asilo vivano in alloggi sotterranei?

4. L'art. 40 dell'ordinanza relativa alla legge d'applicazione della legislazione federale sugli stranieri e sull'asilo recita che se i centri collettivi sono insufficienti, l'Ufficio della migrazione e del diritto civile attribuisce ai comuni per l'alloggio e il vitto le persone del settore dell'asilo. A partire da quando i comuni devono attendersi delle assegnazioni?

5. Il Cantone sta esaminando la possibilità di ricorrere ad alloggi individuali prima di coinvolgere i comuni?

Coira, 29 agosto 2014

Perl, Locher Benguerel, Atanes, Baselgia-Brunner, Cahenzli-Philipp, Caviezel (Coira), Deplazes, Gartmann-Albin, Jaag, Monigatti, Noi-Togni, Peyer, Pfenninger, Pult, Thöny

Risposta del Governo

1. La modifica d'utilizzazione dei due centri si è resa necessaria quale misura immediata dopo il brusco aumento delle assegnazioni da parte della Confederazione e insieme alla messa in esercizio dell'immobile di riserva "Schiabach" a Davos ha portato a un'attenuazione della problematica relativa al collocamento. Appena saranno disponibili le capacità cantonali necessarie (messa in esercizio del centro di transito Rustico a Laax e di un ulteriore immobile) e/o le assegnazioni torneranno a diminuire, i centri per richiedenti l'asilo di Valzeina e Landquart, utilizzati al momento in altro modo, ritroveranno la loro funzione originaria di centro di partenza, rispettivamente di centro di assistenza minima. Per l'Ufficio della migrazione e del diritto civile è molto importante poter disporre nuovamente delle corrispondenti infrastrutture (per beneficiari di soccorso d'emergenza e per sanzionare persone non più gestibili in altri centri).

2. I singoli regolamenti interni sono stati adeguati secondo le nuove utilizzazioni temporanee e le necessità individuali dei due oggetti. Questi adeguamenti si sono dimostrati validi. All'occorrenza, i regolamenti interni possono sempre essere rielaborati, anche in caso di cambiamento delle necessità. Tuttavia, nelle ultime settimane non si è riscontrata una necessità di adeguamento.

3. Dal 28 ottobre 2014, l'Ufficio della migrazione e del diritto civile metterà in esercizio quale alloggio d'emergenza temporaneo per al massimo 100 richiedenti l'asilo l'impianto militare per le truppe di protezione aerea Plankis, nella Emserstrasse a Coira. Un collocamento sotterraneo è accettabile, ma solo per un periodo limitato. Gli ospiti dovranno tuttavia sempre essere trasferiti il più presto possibile, al massimo dopo due mesi, in un centro di transito in superficie (oppure, in casi eccezionali e di disponibilità, di nuovo nel centro di prima accoglienza Foral a Coira). Tuttavia, in condizioni normali dovrebbe essere possibile assegnare gli ospiti a un centro di transito. La durata di gestione del centro di transito temporaneo Plankis dipende sostanzialmente dal numero delle assegnazioni e dalla disponibilità dei nuovi centri di transito previsti. Il soggiorno massimo di due mesi corrisponde tra l'altro alla prassi della Confederazione per quanto riguarda i centri federali (Sufers, Lucomagno, ecc.).

4. Sarà possibile far fronte alle assegnazioni della Confederazione attuali e a quelle previste per i prossimi mesi con le strutture cantonali disponibili e adeguate. Il principio dell'alloggio collettivo di persone del settore dell'asilo, dimostratosi valido, non dovrà perciò essere cambiato. Il Cantone si scosterà da questo principio solo in situazioni assolutamente eccezionali e assegnerà richiedenti l'asilo ai comuni. Una situazione di questo tipo può naturalmente presentarsi, tuttavia al momento non è prevedibile. Inoltre, in passato con le strutture cantonali è già stato possibile far fronte a variazioni (in parte addirittura maggiori).

5. Gli alloggi individuali sono possibili. In casi eccezionali estremi possono essere presi in considerazione per far fronte a una necessità di alloggio molto importante, in particolare a breve termine. Come spiegato al numero 4, gli alloggi individuali al momento non vengono però presi in considerazione siccome le strutture cantonali dovrebbero essere sufficienti a coprire la necessità attuale e quella prevista.

29 ottobre 2014