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Sessione: 07.12.2022

Nella risposta all'interpellanza di frazione PVL concernente l'attuazione della tappa II del PAGD, il Governo giustifica i ritardi adducendo che gli accertamenti necessari richiedono più tempo del previsto e che a livello interdipartimentale sussiste un elevato bisogno di coordinamento. Il Governo prevede che la discussione del messaggio relativo all'attuazione della tappa II del PAGD avverrà presumibilmente nella prima metà del 2025.

Nel frattempo, il Parlamento pone costantemente nuove richieste al PAGD. Inoltre occorre presumere che tali sforzi tenderanno ad aumentare. D'altro lato le richieste che comportano un ridimensionamento delle entrate (ad es. incarico Hohl concernente sgravi fiscali per famiglie e specialisti) si fanno più insistenti e inoltre le distribuzioni degli utili da parte della Banca nazionale ai Cantoni vengono messe in discussione. Tutti questi sviluppi non facilitano la prevista attuazione della tappa II del PAGD (misure nonché finanziamento).

Per portare avanti perlomeno a tappe la protezione del clima urgentemente necessaria e la decarbonizzazione a essa connessa, i firmatari e le firmatarie incaricano il Governo

  • di portare avanti in maniera prioritaria i lavori necessari per una rapida attuazione di misure chiave con un elevato rapporto effetto/costi (ad es. identificazione di progetti innovativi per raggiungere l'obiettivo di emissioni nette pari a zero, promozione della produzione di elettricità (invernale) rinnovabile, sviluppo di reti di teleriscaldamento e teleraffreddamento rinnovabili, promozione di stazioni di ricarica, regioni turistiche neutrali dal profilo climatico)
  • di mettere a disposizione a partire dal 2025 e fino alla definitiva composizione dell'alimentazione del fondo per il clima un importo annuo supplementare pari a 40 milioni di franchi risultanti da attuali mezzi fiscali cantonali e federali per misure destinate alla protezione del clima (e di creare le necessarie basi giuridiche)
  • di procedere ai necessari adeguamenti legislativi affinché sia possibile finanziare le misure chiave prioritarie già a partire dal 2025.

Coira, 7 dicembre 2022

Kappeler, Maissen, Baselgia, Atanes, Bachmann, Bardill, Biert, Bleuler-Jenny, Butzerin, Cahenzli-Philipp (Untervaz), Danuser (Coira), Degiacomi, Della Cà, Dietrich, Gredig, Kreiliger, Mazzetta, Müller, Nicolay, Oesch, Pajic, Perl, Preisig, Rageth, Rettich, Rusch Nigg, Saratz Cazin, Schneider, von Ballmoos, Walser, Walther, Wilhelm, Zindel

Risposta del Governo

Con la decisione relativa alla concessione di un credito d'impegno e di una riserva per oltre 67 milioni di franchi il Gran Consiglio ha garantito il finanziamento delle misure della prima tappa del piano d'azione Green Deal (PAGD) dal 2021 al 2024. In questo modo è stato possibile rafforzare le misure di promozione esistenti per le quali esistono già le basi giuridiche, nello specifico i risanamenti energetici di edifici, la sostituzione di impianti di riscaldamento, i contributi ai trasporti pubblici e le misure nel settore dell'agricoltura. Con la tappa II del PAGD, attualmente in fase di elaborazione, il Governo persegue l'obiettivo di creare le basi giuridiche per ulteriori misure (di promozione) le quali non sono ancora state menzionate in modo esaustivo nel messaggio del Governo del 14 giugno 2021. Con la tappa II viene messa a disposizione un'analisi completa sulla cui base il Gran Consiglio, dopo la consultazione e a conoscenza di tutti i fatti, potrà avviare le discussioni relative al progetto di legge e prendere le decisioni corrispondenti. Per il finanziamento speciale del fondo per il clima e la sua alimentazione occorre tuttavia elaborare innanzitutto le necessarie basi giuridiche. Tali basi creano inoltre la possibilità di promuovere ulteriori misure di protezione del clima e di adattamento al clima. Tali basi giuridiche sono poi essenziali per una promozione potenziata di progetti prioritari per la protezione del clima e potranno presumibilmente essere messe a disposizione entro i termini previsti. Uno scaglionamento di questo progetto legislativo non è opportuno, poiché le basi giuridiche possono produrre un effetto adeguato solo nel complesso. In relazione all'elenco tra parentesi nel punto 1 dell'incarico occorre constatare che identificare misure innovative per raggiungere l'obiettivo di emissioni nette pari a zero oppure portare avanti in maniera prioritaria misure chiave con un elevato rapporto effetto/costi non è compito del Governo o dell'Amministrazione cantonale se dette misure non riguardano competenze del Cantone già esistenti. Vanno piuttosto preparati adeguamenti legislativi affinché misure corrispondenti possano essere valutate e promosse dai richiedenti del settore dell'economia, dell'approvvigionamento energetico oppure dell'agricoltura. Il PAGD non dovrebbe far sì che al Cantone vengano attribuiti nuovi compiti e che ne consegua una riduzione delle competenze dell'economia, delle aziende di approvvigionamento energetico ecc. Si desidera piuttosto che i possibili enti responsabili di misure chiave portino tali progetti all'attenzione dell'Amministrazione affinché nel progetto legislativo sia possibile inserire disposizioni adeguate per la promozione di tali progetti. Attualmente, le risorse dell'Amministrazione vengono impiegate integralmente per il progetto legislativo. Il Governo incarica pertanto il Gran Consiglio di respingere il punto 1. Poiché il credito d'impegno esistente potrebbe esaurirsi a fine 2024, occorre analizzare un finanziamento aggiuntivo in modo da non dover interrompere le misure di promozione con base giuridica esistente. Per contro sarebbe poco opportuno pianificare già finanziamenti per misure della tappa II senza che esistano basi giuridiche per la loro promozione. Mettere a disposizione 40 milioni di franchi all'anno di mezzi statali generali per misure a favore del clima senza le corrispondenti basi giuridiche non sarebbe sensato e violerebbe il divieto della destinazione vincolata di imposte principali. Sulla base di questa fattispecie, il Governo incarica il Gran Consiglio di modificare il punto 2 in modo da analizzare un credito aggiuntivo per il credito d'impegno esistente e che tale credito aggiuntivo debba essere presentato se necessario al Gran Consiglio nel 2024. Il piano delle tempistiche deciso dal Governo a maggio 2022 prevede che il via libera per la consultazione avvenga nell'ultimo trimestre del 2023. I passi successivi dipenderanno dai risultati della consultazione e del dibattito in Gran Consiglio, attribuendo un'importanza determinante alla volontà di mettere a disposizione i mezzi finanziari necessari per il fondo per il clima. Poiché il Governo non è in grado di soddisfare autonomamente il punto 3 e poiché esso persegue già un piano delle tempistiche ambizioso con il progetto legislativo, esso incarica il Gran Consiglio di respingere il punto 3.

In base a quanto esposto il Governo chiede al Gran Consiglio di respingere il presente incarico per quanto riguarda i punti 1 e 3 e di modificarlo come segue per quanto riguarda il punto 2: occorre analizzare un credito aggiuntivo per il credito d'impegno esistente e presentarlo se necessario al Gran Consiglio nel 2024. 

22 febbraio 2023