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Sessione: 10.02.2015
Nel quadro del programma di ricerca nazionale PNR 61 trovano espressione questioni riguardo a una governance dell'acqua sostenibile e vengono elaborate le basi per una strategia futura volta a garantire le risorse idriche e l'economia idrica in Svizzera.

Nel rapporto si osserva che la questione relativa all'approvvigionamento idrico è fortemente frammentata. Ciò comporterebbe numerosi punti di contatto, conflitti di interesse e un'elevata necessità di coordinamento, con gli elevati costi a ciò associati. In aggiunta, svolgerebbero un ruolo significativo anche speciali principi giuridici. Oltre alla politica pubblica di protezione e utilizzazione, che sarebbe sancita nella Costituzione federale e nelle basi legislative, anche diritti d'acqua privati regolerebbero la gestione delle risorse idriche.

L'elevato grado di continuità dei diritti di utilizzazione concessi aumenterebbe la sicurezza giuridica per gli investitori e gli utenti privati dell'acqua, tuttavia renderebbe più difficile l'adattamento a nuove situazioni. Sul campo l'interazione del complesso sistema dei diritti d'acqua di norma funzionerebbe bene. A causa di interessi diversi e in parte in contrasto fra loro, un'azione comune orientato a uno sviluppo sostenibile sarebbe tuttavia difficile.

Inoltre, nel rapporto si osserva che il coordinamento in presenza di conflitti e la loro soluzione lungo un corso d'acqua oppure tra rivieraschi di monte e di valle riveste un'importanza sempre maggiore. Anche altre situazioni di tensione si accentuano, come ad esempio fra la produzione di acqua potabile e l'agricoltura oppure fra l'utilizzazione della forza idrica e il turismo.

All'interno del programma annuale 2015 il Governo grigionese ha stabilito di voler aggiornare l'inventario dell'approvvigionamento idrico per un terzo dei comuni. Lo stato attuale dell'approvvigionamento idrico in situazioni di emergenza sarebbe stato rilevato in sede di accertamento dell'esigenza di aggiornamento e a tal proposito sarebbe stata elaborata una sintesi.

Le firmatarie e i firmatari pongono le domande seguenti:

1. Qual è l'esito degli accertamenti riguardanti l'approvvigionamento idrico in situazioni di emergenza nei Grigioni?

2. Il Governo come valuta la situazione?

3. Le osservazioni di cui sopra contenute nel PNR 61 valgono anche per i Grigioni?

4. Entro quando è lecito attendersi un aggiornamento completo dell'inventario dell'approvvigionamento idrico?

Coira, 10 febbraio 2015

Thöny, Zanetti, Atanes, Baselgia-Brunner, Bucher-Brini, Caduff, Cahenzli-Philipp, Casanova (Ilanz), Caviezel (Coira), Deplazes, Dosch, Felix (Scuol), Gartmann-Albin, Hardegger, Jaag, Locher Benguerel, Mathis, Monigatti, Niederer, Noi-Togni, Perl, Peyer, Pfenninger, Pult

Risposta del Governo

L'approvvigionamento idrico rientra fra le opere di urbanizzazione ed è quindi un compito pubblico, il cui adempimento nei Grigioni è di competenza dei comuni, secondo quanto previsto dalla legislazione cantonale in materia di pianificazione territoriale. In ambito di urbanizzazione, i comuni sono tenuti a emanare propri regolamenti che non necessitano dell'approvazione da parte del Cantone. A causa di tale ripartizione delle competenze, per molto tempo il Governo non disponeva di una panoramica chiara riguardo alla situazione degli approvvigionamenti idrici comunali. Tuttavia, nel settore dell'approvvigionamento idrico vi sono diversi punti di contatto con i compiti del Cantone. A titolo di esempio, il Cantone mette a disposizione riserve antincendio e sussidi a progetti di approvvigionamento idrico per villaggi di notevole interesse agricolo nonché per alpi e fattorie isolate, è competente per il monitoraggio del controllo autonomo da parte degli enti di approvvigionamento con acqua potabile nel quadro della legislazione sulle derrate alimentari nonché per la garanzia dell'approvvigionamento idrico in situazioni di emergenza, disciplinata dalla Confederazione mediante l'ordinanza sulla garanzia dell'approvvigionamento con acqua potabile in situazioni di emergenza. L'attuazione di tale ordinanza è di competenza dell'Ufficio per la natura e l'ambiente (UNA), tuttavia tale compito richiede una collaborazione interdipartimentale tra diversi servizi e, tra le altre cose, è anche oggetto dell'analisi dei pericoli (KATAPLAN) attualmente in atto. Il punto centrale di sviluppo n. 16 del programma di Governo 2013-2016 dà concretizzazione alla pianificazione dell'approvvi-gionamento con acqua potabile in situazioni di emergenza. Nel quadro di tali lavori, presso i comuni è stato rilevato lo stato della documentazione attuale mirata a garantire l'approvvigionamento con acqua potabile in situazioni di emergenza quale componente dei manuali relativi alla garanzia di qualità.

1. Dei 146 comuni esistenti nel 2014, 86 dispongono di un manuale relativo alla garanzia di qualità dell'acqua potabile. In 23 manuali viene affrontata la tematica dell'approvvigionamento idrico in situazioni di emergenza. Tuttavia, fatte salve poche eccezioni, la documentazione riguardante l'approvvigionamento idrico in situazioni di emergenza è molto sintetica.

2. Lo stato della documentazione riguardante l'approvvigionamento idrico mette in evidenza la necessità di intervenire. Per questo motivo, nel quadro del programma di Governo 2013-2016 è attualmente in elaborazione una strategia per l'attuazione dell'ordinanza sulla garanzia dell'approvvigionamento con acqua potabile in situazioni di emergenza. Tale strategia è mirata a illustrare grazie a quali standard organizzativi ed edilizi minimi sia possibile garantire la sicurezza dell'approvvigionamento in situazioni di emergenza. Successivamente alla decisione del Governo la strategia dovrà essere attuata dai comuni. Inoltre, in singoli casi il Governo dovrà avere la possibilità di stabilire delle direttive concrete.

3. È da ritenersi che le osservazioni contenute nel PNR 61 valgano anche per i Grigioni, benché con notevoli differenze tra i circa 300 approvvigionamenti idrici. Per tale motivo, in primo luogo è necessario individuare le mancanze dei singoli approvvigionamenti idrici per quanto riguarda i requisiti posti all'approvvigionamento con acqua potabile in situazioni di emergenza. Su questa base vanno poi definite le misure necessarie, graduate in funzione dell'importanza dell'approvvigionamento idrico.

4. La necessità di aggiornare l'inventario degli impianti di approvvigionamento idrico (IAI) è stata rilevata negli anni 2013 e 2014. L'attività di aggiornamento è stata iniziata a fine 2013. Essa è ripartita tra dieci regioni che verranno elaborate a tappe sulla base dei mezzi disponibili negli anni 2013 – 2015. Gli incarichi sono stati distribuiti secondo la procedura per incarico diretto a diversi studi di pianificazione e geomatica grigionesi. Ad oggi è stato possibile procedere all'aggiornamento riguardo a due regioni. La completezza è stata verificata dall'UNA. Se non ci saranno ritardi con gli studi di pianificazione incaricati, l'aggiornamento dell'IAI sarà completato entro la fine del 2015.

16 aprile 2015