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Discorso per il Digiuno federale 2013

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Il Governo alla popolazione del Cantone dei Grigioni

Care concittadine, cari concittadini,

nei Grigioni, dal 1848 la terza domenica di settembre ricorre la Festa federale di ringraziamento, di penitenza e di preghiera, un giorno d’incontro tra Chiesa e Stato. Una ricorrenza festeggiata da tutte le chiese cristiane in Svizzera e un giorno in cui si riflette sull’operato dello Stato da un punto di vista cristiano.

Un tempo, quale era il senso di questo giorno festivo? Il significato vero e proprio risale al periodo attorno al 1848, quando fu fondato lo Stato federale svizzero. A quell’epoca, i Cantoni molto diversi e divisi da molto tempo decisero di creare uno Stato federale comune. Si trattava di porre l’accento sugli aspetti coesivi e sulle affinità. Bisognava staccarsi dalle differenze, dai conflitti e dalle guerre che avevano caratterizzato il periodo precedente. Si trattava però anche di promuovere il rispetto nei confronti delle persone con opinioni politiche e religiose diverse. Almeno una volta all’anno, durante la Festa federale di ringraziamento, di penitenza e di preghiera la società doveva diventare consapevole di tutto ciò.

In famiglia, tra vicini, in paese, nella società o nello Stato, gli elementi coesivi e gli interessi comuni hanno garantito e sostenuto per numerose generazioni l’esistenza della comunità, nonostante gli interessi divergenti e i conflitti portassero a confronti e discussioni. Oggi la situazione non è diversa: la coesione sociale può essere raggiunta solo individuando, curando e favorendo gli elementi e il bene comuni.

La società moderna è tuttavia diventata più complessa per il singolo. Siamo raggiunti da informazioni da tutto il mondo in pochi secondi. Siamo mobili a livello internazionale, l’economia è globalizzata. Anche la politica è diventata maggiormente mobile e globale, siccome gli avvenimenti internazionali e i rapporti transfrontalieri influiscono più che mai sul nostro Paese. Ciò provoca l’aumento dell’insicurezza del singolo. Abbiamo bisogno più che mai di valori fondamentali e di principi che fungano da appoggio e che ci permettano di classificare gli avvenimenti. Questi ci aiutano ad affrontare la vita.

Se un tempo, in una realtà in cui era facile orientarsi, i valori cristiani erano i veri e propri pilastri dell’organizzazione della vita e della risoluzione dei problemi, oggi, in un contesto caratterizzato da influssi provenienti dalle culture, religioni, forme di economia e dai sistemi politici più diversi, questi valori sono finiti un po’ in secondo piano. A noi risultano più familiari termini popolari come ad esempio quello del fair play, che quotidianamente ci vengono presentati, spiegati e analizzati dai contributi sull’oramai onnipresente sport. Addirittura in politica si parla molto di fair play come principio fondamentale dell’agire del singolo.

Se si considera esclusivamente il termine, il fair play non è sicuramente un valore fondamentale della tradizione cristiana. Tuttavia, la norma del fair play trasmette contenuti molto vicini ai valori fondamentali cristiani. Chi si comporta in modo leale mostra rispetto per il prossimo, evita di infrangere determinate regole di comportamento sociale nella concorrenza e nella competizione, rinuncia all’esultanza smisurata e sa gestire le sconfitte. Rispetta così regole generali che hanno la loro origine nell’amore per il prossimo, nella responsabilità verso la comunità e nel rispetto della dignità umana.

Per la convivenza nella nostra società è però inoltre decisivo che ogni singolo dia il proprio contributo personale alla promozione dell’equità sociale, della convivenza pacifica e della sicurezza materiale per tutti. La Festa federale di ringraziamento, di penitenza e di preghiera ci ricorda in particolare ogni anno che diamo questo contributo confidando in Dio e curando i valori cristiani fondamentali. Indipendentemente da religione, etnia e nazionalità, questo contributo può però anche essere ad esempio dato con un comportamento onesto. Ciò ci deve rendere concilianti e fiduciosi. La concentrazione sugli aspetti essenziali non è infatti caratterizzata dalla popolarità di termini che cambiano nel tempo, bensì dai contenuti che risultano dalle esperienze raccolte durante millenni. In questo senso abbiamo tutti un motivo per essere riconoscenti della situazione privilegiata in cui ci troviamo quale comunità e Nazione. Questa consapevolezza infonde contemporaneamente forza e fiducia per affrontare il futuro.

Care concittadine e cari concittadini, approfittiamo di questa importante festa per riflettere, per renderci conto che l’agire con lealtà nelle piccole cose può propagarsi come le onde provocate dal lancio di un sasso nell’acqua ferma. Con queste riflessioni invochiamo per voi, per il nostro prossimo e per noi stessi, la protezione dell’Onnipotente.

Coira, settembre 2013

In nome del Governo
II Presidente: Hansjörg Trachsel
Il Cancelliere: Dr. Claudio Riesen
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