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Il Governo respinge gli strumenti necessari all'attuazione della nuova legge sulla pianificazione del territorio

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A fine agosto 2013 il Consiglio federale ha posto in consultazione gli strumenti necessari all'attuazione della nuova legge sulla pianificazione del territorio (ordinanza, direttive tecniche sulle zone edificabili, integrazione della Guida alla pianificazione direttrice). Il Governo respinge gli strumenti necessari all'attuazione, in sintonia con la Conferenza svizzera dei direttori delle pubbliche costruzioni, della pianificazione del territorio e dell'ambiente (DCPA).

Nel marzo di quest'anno, il Popolo ha approvato una modifica della legge federale sulla pianificazione del territorio che mira a frenare l'estensione degli insediamenti nel paesaggio e a favorire uno sviluppo insediativo centripeto.
Secondo il Governo, gli strumenti elaborati nel frattempo dal Consiglio federale per attuare la citata modifica legislativa non sono soddisfacenti. Uno dei principali punti criticati è il mancato rispetto del sistema federalistico nella pianificazione del territorio: la Confederazione prescrive per tutti i Cantoni un metodo unitario per il calcolo delle dimensioni ammesse per le zone edificabili. Conformemente alla Costituzione federale, i Cantoni sono tuttavia ampiamente autonomi per quanto riguarda la pianificazione del territorio. Al Governo pare ovvio che per un Cantone come i Grigioni, caratterizzato perlopiù da piccole strutture e da numerose aree povere di strutture, non possano essere dichiarate vincolanti le medesime basi di calcolo applicate per i Cantoni dell'Altopiano, dall'impronta marcatamente urbana.
Il metodo previsto dal progetto per determinare il futuro fabbisogno di zone edificabili è eccessivamente tecnocratico e centralistico e non tiene conto delle differenti condizioni cantonali. Ciò risulta evidente in particolare nei seguenti settori:
  • Gli azzonamenti in zone centrali con potenziali di sviluppo, quali ad esempio la Valle grigione del Reno, sarebbero possibili soltanto se venissero compensati da dezonamenti di pari superficie effettuati da qualche parte in un'area rurale. Questo legame tra aree dinamiche e aree meno dinamiche provoca un importante svantaggio competitivo per le aree del Cantone che presentano una crescita importante. 
  • Quale base per la comparabilità a livello nazionale delle dimensioni delle zone edificabili, la Confederazione prevede tipologie di comuni, definite secondo una base statistica, che originariamente non sono state sviluppate per determinare il fabbisogno di zone edificabili e che perciò conducono a risultati fortemente distorti. Ad esempio, viene praticamente trascurato l'influsso delle abitazioni secondarie esistenti sul consumo di superficie per abitante. 
  • Nel progetto non è stato considerato il principio della proporzionalità. Dezonamenti di piccole superfici edificabili nei villaggi delle aree deboli di strutture provocano ad esempio un onere importante, non portano però a un valore aggiunto territoriale, poiché in queste zone non saranno da attendersi nemmeno in futuro sviluppi significativi. Al contrario: i dezonamenti annullano anche le poche speranze di sviluppo residue.
Gli strumenti di attuazione sono poi fortemente caratterizzati da una sfiducia della Confederazione nei confronti dei Cantoni, ciò che si manifesta in numerosi obblighi burocratici di notifica e documentazione ai quali sarebbero soggetti i Cantoni.
Nell'insieme, il Governo è deluso dagli strumenti per l'attuazione. Per via del metodo proposto per calcolare le dimensioni ammesse per le zone edificabili e in particolare a seguito della prevista associazione tra gli spazi dinamici e quelli meno dinamici, questi strumenti portano in fin dei conti allo stesso risultato dell'iniziativa per il paesaggio, con la sua moratoria di 20 anni per nuovi azzonamenti. Per evitare l'approvazione di questa iniziativa, la DCPA e quasi tutti i Cantoni, compresi i Grigioni, avevano a suo tempo sostenuto la revisione della LPT quale male minore rispetto all'iniziativa per il paesaggio. In particolare i Grigioni avevano però sempre espresso, anche nei confronti della Confederazione, l'aspettativa che gli strumenti per l'attuazione venissero definiti in modo compatibile con le zone di montagna e in sintonia con la suddivisione dei compiti nella pianificazione del territorio definita dalla Costituzione. Purtroppo, questa aspettativa non si è concretizzata nel presente progetto, ragione per cui viene richiesta una completa rielaborazione dello stesso.
La presa di posizione della Conferenza svizzera dei direttori delle pubbliche costruzioni, della pianificazione del territorio e dell'ambiente, alla quale il Governo si associa, può essere consultata su www.bpuk.ch
 

Persone di riferimento:
- Presidente del Governo Hansjörg Trachsel, direttore del Dipartimento dell'economia pubblica e socialità, tel. 081 257 23 01, e-mail: Hansjoerg.Trachsel@dvs.gr.ch  
- Richard Atzmüller, capo dell'Ufficio per lo sviluppo del territorio, tel. 081 257 23 21, e-mail Richard.Atzmueller@are.gr.ch  


Organo: Governo
Fonte: it Cancelleria dello Stato dei Grigioni
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