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Il Governo non dà seguito al ricorso di vigilanza presentato contro il Comune di Vals e sporge denuncia contro ignoti

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In occasione della seduta del 21 marzo 2017 il Governo si è occupato di un ricorso di vigilanza concernente la vendita delle terme di Vals. Il Governo è giunto alla conclusione che sotto il profilo del diritto di vigilanza non sussiste alcuna necessità di intervenire nei confronti del Comune di Vals. Al fine di chiarire in via definitiva anche le accuse di rilevanza penale mosse alle autorità statali, il Governo ha trasmesso tutti gli atti alla Procura pubblica e ha sporto denuncia contro ignoti. In tal modo esso ha dato seguito alla raccomandazione formulata da un esperto indipendente di diritto penale e di lotta alla corruzione al quale aveva chiesto di procedere ad alcune verifiche.

Ricorso di vigilanza
Il 26 agosto 2015 è stata presentata al Governo una richiesta di informazioni da intendere quale ricorso di vigilanza contro il Comune di Vals, con la quale si chiedeva tra l'altro:

- In virtù del diritto di vigilanza, al Municipio di Vals andrebbe intimato di sottoporre all'assemblea comunale di Vals ancora nel corso del 2015 una contabilità corretta sotto il profilo amministrativo per quanto concerne la vendita di Hoteba alla Priora Projekt AG e di farla approvare da tale assemblea.
- A titolo complementare, dal profilo procedurale si dovrebbe provvedere affinché le informazioni richieste (dal ricorrente) vengano fornite dal Municipio al Governo nel quadro dell'intervento di vigilanza, al fine di permettere agli abitanti di Vals, ma anche all'opinione pubblica, di avere piena chiarezza riguardo alla vendita delle terme di Vals e alle successive transazioni effettuate dalla società di gestione delle terme a favore della Priora Projekt AG.

Al termine dello scambio di scritti, la vendita delle terme è stata oggetto di un servizio andato in onda durante la trasmissione "Rundschau" della Radiotelevisione svizzera di lingua tedesca (SRF) il 9 marzo 2016. Il Cantone ha ritenuto fondamentale e imprescindibile che il Governo quale organo competente a giudicare il ricorso di vigilanza disponesse di tutti i documenti potenzialmente rilevanti per la decisione e ha chiesto copia della perizia cui accennava il servizio. La perizia, allestita su incarico del Prof. em. Dr. Rainer J. Schweizer e pagata dal gruppo "Besorgte Bürgerinnen und Bürger von Vals" (cittadini di Vals preoccupati), aveva l'obiettivo di dimostrare che le immobilizzazioni includevano riserve occulte. La perizia non è tuttavia in grado di quantificare tali riserve.

Dopo un'esaustiva esposizione della fattispecie, a conoscenza dei numerosi procedimenti giudiziari condotti al riguardo e in applicazione di un ampio criterio di giudizio, il Governo giunge alla conclusione che:

- la vendita delle terme di Vals rientra nel settore di competenza autonomo del Comune di Vals, all'interno del quale esso è libero di decidere; l'autorità di vigilanza sarebbe autorizzata a intervenire soltanto in caso di gravi infrazioni al diritto sovraordinato o in caso di eccesso o abuso nell'applicazione del potere discrezionale, ciò che non è qui il caso;
- il Comune può decidere autonomamente se ritenere l'ammontare delle offerte d'acquisto proporzionato e adeguato; cosa che l'assemblea comunale del 9 marzo 2012 ha fatto approvando una delle due offerte;
- non sono state violate disposizioni sovraordinate di diritto in materia di gestione finanziaria e di vigilanza finanziaria così come non possono essere contestate corrispondenti infrazioni alle norme contabili;
- non risultano vizi nella procedura di votazione seguita in occasione dell'assemblea comunale del 9 marzo 2012.

Il ricorso di vigilanza ha offerto l'occasione per confrontarsi in modo completo con la questione "vendita delle terme di Vals" dal punto di vista del diritto in materia di vigilanza. Poiché il ricorso di vigilanza (sussidiario) non rappresenta un rimedio giuridico con piena cognizione, non si è potuto procedere a valutazioni secondo il diritto penale.

L'esperto in materia di lotta alla corruzione raccomanda di sporgere denuncia penale contro ignoti
Nel corso dell'evasione del ricorso di vigilanza il Governo ha ritenuto opportuno rivolgersi a un esperto imparziale in grado di studiare a fondo le tematiche di rilevanza penale. Il Governo ha trasmesso tutti gli atti a propria disposizione all'esperto di fama internazionale in materia di lotta alla corruzione Prof. Dr. Dr. h.c. Mark Pieth, pregandolo di individuare eventuali punti di rilevanza penale.

Ciò è avvenuto a seguito delle accuse di corruzione mosse nei confronti del Cantone (e del Comune di Vals) dal Prof. em. Dr. Rainer J. Schweizer in primo luogo dalle pagine della testata zurighese Tages-Anzeiger del 3 aprile 2015. Alla domanda se le autorità avessero infranto delle leggi, egli ha risposto testualmente: "... A mio avviso la vendita delle terme di Vals rientra tra i principali casi di corruzione verificatisi in comuni svizzeri ed è paragonabile al caso di Leukerbad". E alla successiva domanda riguardo a cosa vi sarebbe concretamente di corrotto in questo caso ha risposto come segue: "A mio giudizio la condotta corrotta consiste nel fatto che diverse persone coinvolte in misura sostanziale, con interessi personali e ignorando i doveri d'ufficio, hanno avviato l'affare con i signori Stoffel e Truffer e lo hanno fatto passare senza rendere pubbliche tutte le cifre". Le dichiarazioni rilasciate dal Prof. em. Dr. Rainer J. Schweizer vengono percepite come senz'altro serie e credibili da un'ampia fascia di popolazione già soltanto per il fatto che egli è un professore di diritto pubblico in pensione. L'effetto che le accuse mosse hanno sull'opinione pubblica è di conseguenza elevato, tale da fare in modo che esse vengano considerate come fatti e possano cagionare un considerevole danno di immagine alle istituzioni coinvolte. Per tali ragioni si sono resi necessari accertamenti approfonditi da parte di un esperto.

L'esperto Prof. Dr. Pieth individua un'ulteriore necessità di accertamenti per quanto riguarda la fase della preparazione della vendita. Al centro dell'attenzione vi è in particolare la stipula del Memorandum of Understanding (MoU) del 6 aprile 2011. Il MoU è stato stipulato tra l'investitore e il consiglio d'amministrazione della Hoteba AG. Dagli atti non risulta possibile stabilire chi fosse a conoscenza, prima e dopo, dell'esistenza di tale MoU. Il MoU definisce "giuridicamente vincolanti" tre punti, mentre le clausole rimanenti sono semplici dichiarazioni d'intenti:

- Art. 4: una clausola di confidenzialità (fino al massimo al 31 dicembre 2013);
- Art. 5: un obbligo di indennizzo fino a 500 000 franchi a favore della Hoteba in caso di interruzione delle trattative o di rifiuto dell'offerta;
- Art. 7: un'esclusiva sulle trattative da parte della STOFFELPart (al massimo) fino alla decisione dell'assemblea comunale. Il caso di indennizzo per la Hoteba si sarebbe verificato qualora prima della presentazione di un'offerta vincolante avesse interrotto il processo o se avesse rifiutato l'offerta della STOFFELPart. L'offerta e le sue condizioni non erano a suo tempo ancora note, ciononostante il consiglio d'amministrazione era disposto a vincolare in modo corrispondente la Hoteba.

Il Prof. Dr. Pieth raccomanda di sporgere denuncia penale contro ignoti, affinché venga fatta chiarezza in merito alle questioni aperte. Il Governo ha dato seguito a questa raccomandazione e ha trasmesso la documentazione alla Procura pubblica del Cantone dei Grigioni. Il Governo auspica che il procedimento penale permetta di fare definitivamente chiarezza.


Persona di riferimento:
Presidente del Governo Barbara Janom Steiner, direttrice del Dipartimento delle finanze e dei comuni dei Grigioni, tel. 081 257 32 01, e-mail Barbara.Janom@dfg.gr.ch


Organo: Governo
Fonte: it Cancelleria dello Stato dei Grigioni
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