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Il Governo raccomanda di respingere l'iniziativa sulla caccia speciale

Il Governo raccomanda al Gran Consiglio di respingere l'iniziativa popolare cantonale per l'abolizione della caccia speciale (iniziativa sulla caccia speciale). Una caccia limitata a settembre e ottobre non sarebbe efficace per la regolazione degli effettivi, dato che in questo periodo cospicui effettivi di selvaggina si trovano al di fuori del territorio cantonale.

Se nel Cantone dei Grigioni la caccia finisse in ottobre, essa non sarebbe più idonea a svolgere la sua importante funzione riguardo alla regolazione degli effettivi di ungulati. Il Governo giunge a questa conclusione nel suo messaggio relativo all'iniziativa sulla caccia speciale. Ogni anno in primavera, tra fine marzo e inizio giugno, cospicui effettivi di selvaggina oltrepassano i confini cantonali e fanno ritorno nei Grigioni solo a partire da novembre. Per garantire una regolazione efficace degli effettivi di cervi e caprioli è quindi necessario che anche in futuro una parte della caccia possa avere luogo in novembre e dicembre.

Contrasto con la libera caccia grigionese
L'iniziativa sulla caccia speciale richiede che a titolo di novità i piani di abbattimento annuali vengano realizzati integralmente durante la caccia alta ordinaria. Si dovrebbe rinunciare a una regolazione degli effettivi di selvaggina nel quadro di una caccia speciale nei mesi di novembre e dicembre. Quale novità l'iniziativa prevede invece una caccia alta di 25 giorni anziché degli attuali 21 giorni, che inoltre andrebbero fissati nei mesi di settembre e ottobre anziché solo in settembre come avvenuto finora.

Se l'odierna caccia speciale venisse abolita, occorrerebbe trovare altre soluzioni per adempiere i piani di abbattimento. A tale scopo il Cantone potrebbe svolgere cosiddette cacce a regia. In tal caso però non sarebbero più i cacciatori a cacciare esercitando il diritto sancito dalla loro licenza, bensì sarebbe il Cantone a imporre gli obiettivi di caccia tramite gli organi di vigilanza della caccia ed eventualmente incaricando i cacciatori. Ciò si porrebbe in contrasto con la tradizione della libera caccia grigionese vissuta da oltre 100 anni.

La caccia svolge compiti importanti
La caccia ha il compito di regolare l'effettivo di selvaggina in modo tale che la selvaggina rimanente abbia a disposizione spazi vitali in misura sufficiente. Vi deve essere una proporzione equilibrata tra effettivo di selvaggina e risorse degli spazi vitali. Ciò rappresenta una grande sfida per la pianificazione della caccia, dato che negli ultimi anni l'evoluzione degli effettivi di cervo e capriolo ha generato forti pressioni dovute alla loro crescita. Un ulteriore aumento della popolazione comporterebbe uno sfruttamento eccessivo degli spazi vitali, un numero maggiore di selvaggina perita fino a morie invernali nonché un deciso aumento dei danni causati dalla selvaggina nei boschi e nelle colture agricole.

Le popolazioni migranti rendono necessaria una caccia complementare
Per via delle condizioni climatiche favorevoli nel Cantone dei Grigioni, nel tardo autunno e in inverno cospicui effettivi di cervi migrano nei Grigioni dai Cantoni e dai Paesi confinanti. Dato che queste popolazioni di cervo non si trovano nei Grigioni nei mesi di settembre e ottobre, esse non possono essere cacciate.

Per tale ragione gli effettivi di selvaggina possono essere adeguati in via definitiva agli spazi vitali solo dopo la caccia alta nelle dimore invernali. Con una rinuncia integrale alla caccia speciale ciò non sarebbe possibile, nemmeno con quattro giornate di caccia aggiuntive e un'estensione della caccia alta a ottobre come previsto dall'iniziativa.

La strategia a due livelli dimostratasi valida è la soluzione migliore
L'odierno sistema grigionese di caccia con una caccia alta libera di 21 giorni in settembre e una caccia speciale basata sulle esigenze e adeguata alle condizioni locali per al massimo dieci mezze giornate in novembre e dicembre è il risultato di esperienze pluriennali nella pianificazione della caccia nel Cantone. Nella media pluriennale il 75 per cento degli abbattimenti viene effettuato durante la caccia alta, mentre il 25 per cento avviene durante la caccia speciale. Insieme alle organizzazioni di caccia, le autorità di caccia si impegnano costantemente al fine di aumentare il numero di capi abbattuti durante la caccia alta con misure sostenibili e adeguate sotto il profilo della biologia della selvaggina.

Il Governo è quindi dell'avviso che l'odierna strategia a due livelli sia la soluzione migliore al fine di far fronte alle sfide in termini di ecologia degli spazi vitali e di biologia della selvaggina per la pianificazione della caccia nei Grigioni. Anche in futuro la caccia dovrà continuare a evolversi e occorrerà dare attuazione a ottimizzazioni ritenute adeguate e corrette. Il radicale cambiamento del sistema odierno invece non è né indicato né opportuno, ragione per cui il Governo raccomanda di respingere l'iniziativa sulla caccia speciale.

Analisi dell'iniziativa sotto il profilo materiale
Alla fine del 2017 il Tribunale federale ha espresso la valutazione secondo cui l'iniziativa sulla caccia speciale non è apertamente in contrasto con il diritto federale e ha annullato la decisione del Gran Consiglio del 9 febbraio 2015 con la quale l'iniziativa era stata dichiarata nulla. In seguito il Gran Consiglio aveva respinto l'affare al Governo. Il Governo si è ora occupato dell'iniziativa popolare sotto il profilo materiale e raccomanda di respingere l'iniziativa.

Il Gran Consiglio discuterà il messaggio nella sessione di dicembre 2018. Un'eventuale votazione popolare può essere fissata nel primo semestre del 2019.


Allegato:
Messaggio


Persone di riferimento:
Presidente del Governo Dr. Mario Cavigelli, direttore del Dipartimento costruzioni, trasporti e foreste dei Grigioni, tel. 081 257 36 01, e-mail Mario.Cavigelli@bvfd.gr.ch


Organo: Governo
Fonte: it Cancelleria dello Stato dei Grigioni