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Le conseguenze della tempesta "Vaia" nei boschi

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Con raffiche di vento aventi la forza di un uragano, la sera del 29 e nella notte tra il 29 e il 30 ottobre 2018 la tempesta Vaia ha causato gravi danni ai boschi, in particolare nella valle dell'Albula, in Engadina Alta e in Valposchiavo. Con circa 60 000 metri cubi, i danni rilevati finora superano di poco la quantità di legno da tempesta causata dalla tempesta Burglind il 3 gennaio 2018 nella parte settentrionale del Cantone.

Con un valore stimato di 130 000 metri cubi, nel 2018 il volume di piante danneggiate supera leggermente la media pluriennale pari a circa 110 000 metri cubi. Ciò corrisponde all'incirca al 30 per cento del legno sfruttato in un anno. Forti venti e raffiche possono spezzare i tronchi o sradicare completamente gli alberi. Il peccio, quale specie arborea più importante e più diffusa nei Grigioni, è particolarmente sensibile a questi eventi in quanto il suo apparato radicale è superficiale e non gli permette di ancorarsi profondamente nel terreno.

Danni in ampie parti dei Grigioni
In particolare nei Comuni di Davos, Bergün Filisur, Pontresina, Samedan, Poschiavo e Brusio si sono verificati danni di ampia portata su una superficie totale di oltre 100 ettari. Danni parziali si sono verificati in diversi altri comuni dell'Engadina Alta nonché in Valposchiavo. Danni sparsi sono stati riscontrati in altre zone limitrofe quali Schanfigg, Domigliasca, Safiental, Surselva, Lumnezia, Schams, Hinterrhein, Avers, Val Bregaglia e Val Monastero.

Forestali di settore esaminano attentamente il bosco di protezione
In una prima fase i forestali di settore localizzano i danni e rilevano lo stato del bosco. Se sono colpiti boschi di protezione occorre eventualmente rivalutare l'effetto protettivo del bosco. Il legno da tempesta non deve necessariamente essere sgomberato subito dopo l'evento. Tronchi distesi possono ad esempio prevenire efficacemente possibili distacchi di valanghe in inverno. Nell'anno successivo può rendersi necessaria l'adozione di misure, quali ad esempio ripari antivalanghe temporanei, se il legno da tempesta viene rimosso dal bosco.

Buone condizioni per il bostrico
Nelle peccete un numero esiguo di esemplari di bostrico tipografo, un insetto lungo 5 mm, è sempre presente. Dopo tempeste di grandi dimensioni o nevicate miste a pioggia il materiale disponibile in cui covare aumenta, cosicché il bostrico tipografo può riprodursi molto rapidamente sotto la corteccia. Ciò diventa un problema se la forte riproduzione di questi insetti danneggia anche effettivi limitrofi intatti e li conduce alla morte nel giro di poche settimane. Nemici naturali come insetti predatori o picchi, che insieme alle condizioni meteorologiche limitano in una certa misura il numero di bostrichi tipografi, si sviluppano solo lentamente. Per tale ragione il legno da tempesta viene rimosso dal bosco o decorticato in loco, al fine di diminuire la disponibilità di cibo per il bostrico e di ridurre il rischio di ulteriori danni.

Intervento importante nel corso naturale
Nei Grigioni circa il 60 per cento della superficie forestale complessiva protegge l'essere umano e le sue infrastrutture da valanghe, cadute di massi, smottamenti, colate detritiche o piene. Su ampie superfici danneggiate il bosco ricrescerebbe nel corso di alcuni decenni anche senza l'intervento umano. Vi è un problema se nel suo stato attuale o nel suo stato futuro il bosco non è più in grado di svolgere la funzione necessaria sotto il profilo della protezione da pericoli naturali. Per tale ragione dopo eventi di portata più ampia spesso risulta indispensabile intervenire nel corso naturale per fornire un sostegno. Se ciò avviene tramite piantagioni, nella maggior parte dei casi queste ultime devono essere protette contro danni da brucatura, affinché gli investimenti effettuati portino i risultati auspicati in un lasso di tempo accettabile.

Una panoramica delle utilizzazioni forzate negli ultimi decenni e altre fotografie: Ufficio foreste e pericoli naturali

Fotografie allegate:
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Persona di riferimento:
- Reto Hefti, ispettore forestale cantonale, Ufficio foreste e pericoli naturali, tel. 081 257 38 51, e-mail Reto.Hefti@awn.gr.ch
- Marco Vanoni, capo sezione ecologia forestale, Ufficio foreste e pericoli naturali, tel. 081 257 38 57, e-mail Marco.Vanoni@awn.gr.ch


Organo: Ufficio foreste e pericoli naturali
Fonte: it Ufficio foreste e pericoli naturali
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