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Il Governo respinge l'iniziativa "Basta con la costruzione sfrenata di abitazioni secondarie!"

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Il Governo del Cantone dei Grigioni raccomanda di respingere l'iniziativa popolare relativa alla costruzione di abitazioni secondarie, poiché questa comporterebbe un brusco arresto a tempo indeterminato delle costruzioni di abitazioni secondarie per non meno di 135 dei 176 comuni grigionesi, andando ben oltre l'obiettivo. Per questa ragione, anche il Consiglio federale e il Parlamento federale sono contrari all'iniziativa.

In cambio, il Governo punta sul piano direttore "Abitazioni primarie e secondarie e alloggi turistici" emanato due anni fa, che affronta la problematica delle abitazioni secondarie secondo approcci differenziati, tenendo così conto delle diverse condizioni nei singoli comuni e nelle singole regioni.

L'iniziativa tratta St. Moritz e la Calanca allo stesso modo
L'iniziativa reagisce all'attività edilizia dominante in determinati centri turistici con uno schematismo assolutamente esagerato e sproporzionato. Siccome in futuro, secondo il testo dell'iniziativa, le abitazioni secondarie potrebbero essere autorizzate soltanto laddove la quota massima di abitazioni secondarie non supera la soglia fissa del 20 per cento, in caso di accettazione circa 135 comuni nei Grigioni, ovvero tre quarti di tutti i comuni, sarebbero interessati da un brusco e permanente arresto delle costruzioni. Ciò che pesa maggiormente in questa situazione è il fatto che molti di questi comuni interessati rientrano nella zona rurale con minore presenza di strutture, dove l'elevata quota di abitazioni secondarie è soltanto una conseguenza dello spopolamento. L'iniziativa tratta allo stesso modo tutti i comuni, senza considerare le differenze strutturali e regionali esistenti, ciò che è inaccettabile. L'iniziativa è inoltre troppo radicale: il blocco alle costruzioni posto alla sua base trascura totalmente la grande importanza economica del settore paralberghiero nell'arco alpino. Nei Grigioni, 6 milioni di pernottamenti, ovvero la metà di tutti i pernottamenti, viene generato da abitazioni secondarie, fattore molto importante per il grado d'occupazione delle infrastrutture turistiche come impianti di risalita, ecc. e quindi per la conservazione di posti di lavoro. Un'altra lacuna importante dell'iniziativa è la mancata distinzione tra abitazioni secondarie gestite (calde), degne di essere promosse, e non gestite (fredde). Tutte le abitazioni secondarie vengono così trattate allo stesso modo, a prescindere dalla durata d'occupazione.

Il Cantone e i comuni hanno già adottato misure efficaci
Per controllare la costruzione di abitazioni secondarie, il Governo punta sul piano direttore in vigore "Abitazioni primarie e secondarie e alloggi turistici". Quest'ultimo si concentra sui comuni effettivamente toccati dagli eccessi della costruzione di abitazioni secondarie, per i quali prevede, oltre a misure di contenimento del numero di letti freddi, anche elementi per sostenere abitazioni a prezzi accessibili per la popolazione locale, nonché misure a favore di forme di alloggio sostenibili quali alberghi e appartamenti di vacanza ben occupati. Concretamente, 35 comuni turistici vengono obbligati a limitare entro il 2013 nelle loro leggi edilizie l'aumento di abitazioni secondarie non gestite al 30 – 50% della produzione attuale e a escludere da subito e totalmente queste abitazioni secondarie dai nuovi azzonamenti. Per le misure di promozione a favore della costruzione di abitazioni primarie e di forme di alloggio sostenibili, il Cantone ha messo a disposizione dei comuni un insieme di strumenti che consente loro di adottare pacchetti fatti su misura per la loro situazione. Circa la metà dei 35 comuni assoggettati all'obbligo ha nel frattempo già attuato definitivamente le incombenze pianificatorie, l'altra metà vi sta lavorando. Per quanto riguarda le misure di limitazione, in primo piano vi sono contingenti per le abitazioni secondarie e piani per l'introduzione di quote di abitazioni primarie.

L'iniziativa non è dunque soltanto esagerata e troppo rigida, ma in considerazione delle attività del Cantone e dei comuni interessati risulta anche essere un intervento eccessivo nella sovranità del Cantone e nell'autonomia dei comuni.


Persona di riferimento:
Consigliere di Stato Hansjörg Trachsel, Direttore del Dipartimento dell'economia pubblica e socialità, tel. 081 257 23 01


Organo: Governo
Fonte: it Cancelleria dello Stato dei Grigioni
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