A un anno dall'avvio dell'attuazione, la strategia per la biodiversità dei Grigioni mostra effetti concreti: in tutto il Cantone nascono progetti, vengono valorizzati spazi vitali e vengono sviluppati nuovi partenariati. La strategia è sostenuta da una vasta rete di attori motivati, che si assumono responsabilità e che insieme intendono rafforzare il capitale naturale del Cantone.
A un anno dall'avvio ufficiale dell'attuazione, il Cantone dei Grigioni trae un primo bilancio: nel 2025 la strategia per la biodiversità ha preso slancio. «Non ci troviamo più nella fase di pianificazione, bensì nel pieno dell'attuazione, con progetti visibili nelle regioni e nei comuni», ha dichiarato Remo Fehr, capo del responsabile Ufficio per la natura e l'ambiente.
Risultati concreti nel primo anno
Dal rapporto annuale presentato oggi emerge che, su 28 misure, 26 sono state avviate e due sono in fase di preparazione. Gli esempi presentati spaziano dalla Mesolcina, dove nuovi stagni restituiscono lo spazio vitale ad anfibi rari, fino al passo di Glas, dove una torbiera viene rigenerata in modo mirato e la sua gestione viene semplificata. Anche la cura dei prati secchi ricchi di specie, il contenimento delle specie vegetali invasive e la nuova disponibilità di sementi autoctone in sette sottoregioni dimostrano che l'effetto si manifesta laddove si lavora concretamente.
Per il responsabile del progetto Luis Lietha è decisivo cosa si cela dietro queste cifre: «La strategia per la biodiversità non è una tigre di carta, bensì una rete in crescita di persone e progetti che rafforzano passo dopo passo il capitale naturale dei Grigioni.» Ad esempio, 30 aziende agricole partecipano al progetto pilota «aziende promotrici della biodiversità».
Insieme per il capitale naturale
La collaborazione intersettoriale è fondamentale per il successo. Servizi specializzati cantonali, comuni, agricoltura, turismo, economia e persone impegnate sul campo uniscono sempre di più le proprie conoscenze e le proprie forze. Il Consigliere di Stato Jon Domenic Parolini sottolinea l'importanza di tale approccio: «La biodiversità è un capitale naturale, reale quanto le strade o le scuole. Chi oggi se ne prende cura assicura alle future generazioni di grigionesi la possibilità di affrontare meglio gli effetti del cambiamento climatico e altri cambiamenti.»
Questa prospettiva caratterizza la «via grigionese»: le soluzioni vengono elaborate congiuntamente, con un ampio sostegno e un'attuazione orientata alla pratica. Proprio il progetto pilota «aziende promotrici della biodiversità» nell'agricoltura nonché il progetto contro l'avanzamento del bosco mostrano che cooperazione e responsabilità individuale sono leve centrali. Anche per Remo Fehr le priorità sono chiare: «Più le sfide diventano complesse, più è importante concentrarsi su ciò che è fattibile e farlo insieme.»
Dallo sviluppo al consolidamento
Il primo anno è stato caratterizzato dalla fase di sviluppo: chiarire le competenze, stabilire procedure, avviare progetti. Al contempo è risultato evidente quanto si possa realizzare grazie alla collaborazione tra diversi settori specialistici. «Il 2025 ha ricordato per molti aspetti una start-up», ha affermato Lietha. «Molte cose accadono in modo poco spettacolare dietro le quinte, ma è proprio questo che permette ai progetti di essere efficaci.» Le misure avviate vengono ora consolidate e altri progetti verranno iniziati. L'obiettivo è quello di rafforzare ulteriormente l'interazione tra tutti i soggetti coinvolti e di consolidare ancora meglio la responsabilità individuale di tutti a favore della biodiversità.
«La strategia per la biodiversità non è un punto finale», ha dichiarato il Consigliere di Stato Parolini. «È un invito a prendere in mano insieme il futuro del nostro capitale naturale.» Dal rapporto annuale emerge che i Grigioni sono sulla buona strada. Le basi sono poste, i primi risultati sono visibili. Ora si tratta di proseguire, insieme passo dopo passo.
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Ulteriori informazioni:
Persone di riferimento:
- Consigliere di Stato Dr. Jon Domenic Parolini, direttore del Dipartimento dell'educazione, cultura e protezione dell'ambiente
Le richieste di informazioni vengono coordinate da Simon Bott, vice responsabile della comunicazione del Dipartimento dell'educazione, cultura e protezione dell'ambiente,
tel. +41 81 257 27 11 (raggiungibile tra le ore 11:00e le ore 12:00), e‑mail Simon.Bott@ekud.gr.ch
- Remo Fehr, capo dell'Ufficio per la natura e l'ambiente, tel. +41 81 257 29 41 (raggiungibile tra le ore 11:00 e le ore 15:00), e‑mail Remo.Fehr@anu.gr.ch
Organo competente: Dipartimento dell'educazione, cultura e protezione dell'ambiente