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La revisione totale della legge sui comuni approda in Gran Consiglio

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Il Governo ha licenziato il messaggio relativo alla revisione totale della legge sui comuni a destinazione del Gran Consiglio. Dopo più di 40 anni si vuole dotare il Cantone dei Grigioni di un atto normativo quadro moderno, che continui a lasciare ai comuni un ampio margine di organizzazione. In tal modo si terrà conto degli obiettivi della riforma dei comuni e l'autonomia comunale sarà rafforzata.

L'attuale legge sui comuni è entrata in vigore il 1° luglio 1974. In oltre 40 anni, la legge sui comuni si è dimostrata valida in ampia misura. A seguito di diverse revisioni parziali, la chiarezza e la leggibilità sono state tuttavia intaccate. La prevista revisione totale lascia confluire nella legge cognizioni essenziali e di validità generale risultanti dalla giurisprudenza e dalla prassi e colma lacune giuridiche.

Ampio margine di organizzazione per i comuni
La legge sui comuni costituisce un atto normativo quadro per l'organizzazione dei comuni finalizzata all'adempimento dei loro compiti. I riscontri emersi dalla consultazione hanno portato a un ulteriore alleggerimento della legge. Nel diritto cantonale verrà disciplinato soltanto ciò che deve essere necessariamente uniforme.

I comuni grigionesi godono di ampia autonomia. Anche la revisione totale della legge sui comuni tiene conto di tale aspetto. Dunque la densità normativa non aumenterà. Grazie alle aggregazioni, l'autonomia dei comuni viene visibilmente rafforzata o ripristinata. Gli obiettivi della riforma dei comuni (comuni forti e autonomi) si riflettono anche nella revisione totale della legge sui comuni. Ai comuni viene lasciato un margine di organizzazione possibilmente ampio per la ricerca di soluzioni proprie.

Le modifiche principali:
- Il municipio può decidere di propria competenza adeguamenti di atti normativi comunali al diritto sovraordinato, nei casi in cui la legge non conceda alcun margine di manovra.
- Le votazioni consultive sono ammesse in virtù del diritto cantonale e senza ulteriore base legislativa comunale.
- Le assemblee comunali, al pari delle sedute del parlamento comunale, sono di principio pubbliche. I comuni non dovranno più poter prevedere un obbligo di ricusa.
- I trasferimenti di patrimoni patriziali (fatta eccezione per quelli al comune politico) non saranno più ammessi.
- L'aggregazione di comuni verrà disciplinata in modo più conciso, in base alle esperienze fatte nell'ultimo decennio. Rispetto alla consultazione, si rinuncerà invece a un ruolo più attivo del Governo per quanto concerne progetti di aggregazione.
- Non possono più essere formate nuove frazioni quali enti indipendenti.
- Diversi termini verranno adeguati ai tempi e alle condizioni mutate (convocazione dell'assemblea comunale, presentazione del conto annuale).
- Gli statuti di corporazioni di comuni non dovranno più essere approvati dal Governo.

Non vi sono modifiche per quanto riguarda il numero di municipali. La regolamentazione attuale rimane invariata. La possibilità che un comune dotato di parlamento comunale, oltre alla votazione alle urne, preveda in aggiunta l'assemblea comunale per determinati affari, è ulteriormente ammessa. Si può quindi rinunciare a una revisione parziale della Costituzione cantonale, com'era ancora prevista nella consultazione.

Il dibattito in Gran Consiglio relativo alla legge sui comuni è previsto per la sessione di ottobre 2017. Secondo quanto previsto, la nuova base giuridica entrerà poi in vigore il 1° luglio 2018. Laddove i comuni non soddisfano le direttive organizzative della nuova legge sui comuni, dovranno adeguare le proprie basi comunali entro la fine del 2022.

Allegato:
Messaggio


Persona di riferimento:
Presidente del Governo Barbara Janom Steiner, direttrice del Dipartimento delle finanze e dei comuni, tel. 081 257 32 01, e-mail Barbara.Janom@dfg.gr.ch


Organo: Governo
Fonte: it Cancelleria dello Stato dei Grigioni
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