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In relazione agli arresti effettuati da Europol in Francia e in Italia a fine febbraio, il Dipartimento di giustizia, sicurezza e sanità ha accertato se nel Cantone dei Grigioni i permessi di dimora vengano rilasciati correttamente.

Dagli accertamenti del Dipartimento è emerso che le decisioni dell'Ufficio della migrazione e del diritto civile (UMDC) erano chiare e conformi al diritto. Nella procedura di rilascio dei permessi l'UMDC ha svolto in modo sistematico il suo compito sulla base delle disposizioni legislative vigenti. L'indicazione del Cantone Ticino relativa a un possibile intreccio criminale è giunta solo dopo il rilascio dei permessi di dimora.

Anche l'Ufficio federale di polizia (fedpol) si è rivolto all'AFM in un momento in cui il permesso era già stato rilasciato. Secondo la valutazione dell'UMDC, in quel momento non si giustificava una revoca del permesso. Ciò avrebbe eventualmente potuto compromettere le indagini in corso della fedpol. Al momento, in accordo con la fedpol, l'UMDC sta prendendo in esame la possibilità di revocare i permessi di dimora delle persone arrestate. Trattandosi di un procedimento in corso, non è possibile rendere noti ulteriori dettagli. Gli uffici e le autorità coinvolti verificano tuttavia costantemente i propri processi e le possibilità di ottimizzare la collaborazione.

Sensibilizzazione e cooperazione tra le autorità
«Il caso mostra quanto sia importante che i collaboratori e le collaboratrici delle varie autorità, dall'ufficio del registro di commercio, all'ufficio della migrazione, dal comune fino al Cantone e alla Confederazione, siano sensibilizzati sul tema della criminalità organizzata», ha dichiarato il Consigliere di Stato Peter Peyer. «Ciononostante, le autorità devono attenersi alle basi legali.»

La criminalità organizzata non è una tematica che riguarda unicamente il Cantone Ticino o i Grigioni, bensì l'intera Svizzera. «La criminalità organizzata non si ferma non conosce confini e, per sua stessa natura, è costantemente alla ricerca di scappatoie.» Nel presente caso, grazie alla buona collaborazione a livello nazionale e internazionale, è stato possibile condurre con successo un'azione contro la criminalità organizzata.

Allegato:

Strategia della Svizzera per la lotta alla criminalità organizzata

Persona di riferimento:

Consigliere di Stato Peter Peyer, direttore del Dipartimento di giustizia, sicurezza e sanità. Le richieste sono coordinate da Ursina Trautmann, responsabile della comunicazione del Dipartimento di giustizia, sicurezza e sanità, tel. +41 79 712 51 57, e‑mail Medienstelle@djsg.gr.ch.


Organo competente: Dipartimento di giustizia, sicurezza e sanità

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