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Edificio di protezione area Ackermann / edificio di protezione Chiesa di Santo Stefano

 

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Edificio di protezione area Ackermann

Nel Welschdörfli (Seilerbahnweg), sul territorio della Città di Coira, vi sono i resti dell'insediamento civile romano. Dal XVIII secolo i vari scavi hanno portato alla luce dei reperti romani. All'inizio del XX secolo il Museo retico ha potuto procedere ai primi scavi pianificati documentandoli. Dalla sua istituzione, nel 1967, il Servizio archeologico dei Grigioni è responsabile per gli scavi. Tra il 1970 e il 1975, nell'area della Gärtnerei Ackermann è stato possibile portare alla luce dei resti di edifici conservati straordinariamente bene il cui mantenimento e la conservazione sono stati decisi da Confederazione e Cantone. Dal 1986 nell'edificio di protezione, progettato dall'architetto Peter Zumthor, è possibile ammirare le testimonianze edili e i dipinti murali romani, nonché i reperti dal periodo neolitico fino all'epoca romana.

La chiave per le visite può essere ritirata presso Chur Tourismus, Bahnhofplatz 3 (sottopassaggio, telefono +41 81 252 18 18) oppure alla cassa del Museo retico (telefono +41 81 257 48 40), Hofstrasse 1, Coira, lasciando un deposito di CHF 20.-.

Per i resti archeologici che si possono visitare nell'edificio di protezione dell'area Ackermann è disponibile una guida archeologica che può essere ordinata presso l'amministrazione del Servizio archeologico oppure via e-mail (info(at)adg.gr.ch) al prezzo di CHF 5.- più spese di spedizione.

 

 

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Edificio di protezione della Chiesa di Santo Stefano – chiesa sepolcrale dei vescovi di Coira

Sotto il piazzale della Scuola cantonale Halde si trova il più importante monumento paleocristiano dei Grigioni: Santo Stefano, la chiesa sepolcrale dei vescovi di Coira, costruita nel V secolo. È tornata alla luce nel 1850, in occasione della costruzione della prima Scuola cantonale. Negli anni 1955/56 è stata interamente disseppellita e studiata dall'architetto Walther Sulser. Durante la costruzione del nuovo edificio della Scuola cantonale negli anni Settanta, è stata rivestita e integrata nel sotterraneo dell'edificio scolastico. Nel corso del rinnovo integrale concluso nel 2010, questo spazio è stato valorizzato e trasformato in un museo degno dell'importanza della Chiesa. La storia e l'importanza della costruzione vengono spiegate in modo chiaro su sei tavole e in una vetrina vengono presentati i principali reperti. Il modellino della chiesa sepolcrale, ricostruito fin nei dettagli in scala 1:10, facilita la comprensione della sua architettura e dell'architettura della chiesa Oberkirche, costruitavi sopra successivamente.

Nel V secolo, nel cimitero situato a nord-est della Cattedrale venne creato un edificio funerario per i vescovi di Coira. Esso è costituito da un locale principale a volta e da un'anticamera annessa poco tempo dopo, che fungeva anche da luogo di sepoltura. Il locale principale è suddiviso in dodici loculi murati. Nella parete est si trova un'absidiola centrale, accompagnata da entrambi i lati da una nicchia per un lume. Nel pozzetto sotto l'absidiola si trovavano le reliquie di Santo Stefano.

Sopra questo luogo di sepoltura, sempre nel V secolo venne costruita la Oberkirche. Annessi di due piani a nord e a sud avvolgevano l'edificio sepolcrale.

Le pareti e la volta a botte del sepolcro sono ornati da ricchi dipinti. Sulla parete con l'absidiola, salendo da destra e da sinistra sono raffigurati sei apostoli per ciascun lato. Lo zoccolo delle pareti era dipinto di bianco e su di esso si estendeva una fascia che imitava degli intarsi in marmo. Negli angoli sono dipinti quattro vasi dai quali si arrampicano tralci di vite che si estendono su tutta la volta e tra i quali si trovano distribuiti colombe e pavoni.

Della Oberkirche si sono conservati resti del pavimento a mosaico. La fascia di girandole di pelte, infiorescenze geometriche e tralci di cuori si trovava originariamente nel coro, dietro il banco semicircolare per il celebrante.

All'inizio del XVII secolo le truppe austriache distrussero la chiesa e tutto l'impianto venne dimenticato.

Per visite guidate rivolgersi a


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